«L’anno 2018 può sicuramente definirsi come positivamente svolto per l’azione istituzionale della Polizia locale. Corre l’obbligo ricordare che è stato concluso positivamente l’iter amministrativo per la stabilizzazione di quattro nuove unità incrementando, sia pur di poco, il numero degli agenti del corpo».
Così il comandante della Polizia locale di Trani, Leonardo Cuocci Martorano, al termine della celebrazione in occasione della festa di San Sebastiano, patrono dei vigili urbani d'Italia.
«Nel nostro tradizionale servizio di sicurezza stradale - ha proseguito -, gli agenti hanno mantenuto costante il livello di attenzione, ed un riscontro positivo dell'efficienza dell’azione e professionalità dimostrata dagli agenti negli accertamenti degli illeciti è confermata dalla riduzione del contenzioso registrato nei confronti dei verbali contesati».
Cuocci sottolinea con soddisfazione, inoltre, «l'immediata disponibilità che gli agenti di questo Corpo hanno dato in occasione delle diverse emergenze. Ricordo, tra le più significative, quelle dell’evento neve del febbraio 2018 e gli allagamenti, in occasioni delle diverse condizioni meteo avverse, che vedono interessate alcune parti del nostro territorio».
In queste, ed altre circostanze, «non avendo avuto la possibilità di organizzare un servizio di turnazione, gli operatori - fa notare il comandante -, nonostante l’ordinario servizio reso, hanno garantito la prosecuzione dello stesso sino alla cessata esigenza e senza alcuna interruzione».
Infine, la lettura sociale: «Da oltre un decennio le città sono al centro di una trasformazione urbana e sociale sempre più rapida e convulsa. Nello spazio pubblico i fenomeni negativi si sommano e si intrecciano fra fretta, inciviltà, violazione delle norme del vivere civile, degrado ambientale e criminalità di strada. Ebbene - chiarisce Cuocci -, in questo spazio la Polizia locale fa di tutto: informa, educa, regola, sanziona, difende i più deboli da grandi e piccole prevaricazioni. Svolge, cioè, la propria specifica funzione di regolatore della vita sociale e lo fa conoscendo e applicando la legge, cioè le regole di vita che la comunità nazionale e locale democraticamente si è data. Per questo gli operatori, non possono e non vogliono girare mai la testa dall’altra parte, e intervengono, se necessario, anche utilizzando i propri poteri di polizia di sicurezza e giudiziaria».
