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Dehors a Trani, Montaruli: «Non è vero che la Soprintendenza ha approvato il regolamento»

La soprintendenza di Foggia e Bat non usa mezzi termini per ribadire che: «Non è agli atti alcun regolamento dehors formalmente condiviso con il comune di Andria, ai sensi dell’art. 52 del D.lgs. 42/2004».

La Soprintendenza lo scrive per ben due volte e lo fa evidenziandolo in grassetto nella nota di risposta alle richieste formulate dall’unica associazione di categoria che, per il bene degli esercenti e per evitare tutto ciò che purtroppo è accaduto in seguito al lassismo ed alle inadempienze dell’amministrazione comunale, si è attivata presso la Prefettura Bat la quale, a sua volta, ha richiesto i chiarimenti alla Soprintendenza che ha risposto sia al Prefetto che a Unimpresa. Una sottolineatura da parte della Soprintendenza quasi a significare la netta presa di distanze da tutto quanto accade in quei comuni dove la concertazione prevista dalla norma con la Soprintendenza è stata completamente interrotta o addirittura omessa. La nota di risposta della Soprintendenza è chiarissima e ripercorre tutto l’iter che ha interessato le vicende delicatissime della città di Andria e della sua amministrazione in relazione al caso dehors.

Dalla lettura integrale della nota, cosa ben diversa da sommarie valutazioni polisindacali o parapolitiche, emergono con chiarezza omissioni, incertezze, distrazioni e persino elementi che potrebbero essere indice di valutazioni più profonde e di carattere ancor più rilevante se si pensa alla condizione in cui sono stati portati, esasperandoli, gli esercenti andriesi sottoposti anche a verbali, diffide e altri provvedimenti i cui esiti sono ancora oggi molto incerti, con il comune di Andria che non ha rilasciato i rinnovi delle autorizzazioni, rischiando di fatto anche il danno erariale per i mancati introiti Tosap.

Un pasticciaccio tutto in salsa andriese. Altro che minimizzare e far finta di nulla. La Soprintendenza afferma, altresì, che: «In merito alla situazione negli altri comuni della Provincia Bat e, per quanto riguarda gli atti di questo ufficio, si segnala che risultano condivisi, ai sensi dell’art. 52 del citato Codice BB.CC. i regolamenti dehors dei soli comuni di Barletta e Canosa di Puglia», precisando che per quanto riguarda il comune di Barletta il regolamento condiviso è esclusivamente quello riportante il parere favorevole della Soprintendenza nr. 605 del 13 gennaio 2012 e non altri.

Il sottoscritto, attento osservatore e promotore degli odierni chiarimenti che hanno portato alla significativa nota della Soprintendenza datata 18 gennaio 2019, giunta via Pec l’altro giorno a Unibat, al Prefetto e al Sindaco di Andria, ha dichiarato che non ci sono ulteriori parole da aggiungere a quanto affermato dalla Soprintendenza e l’alone di mistero che ha attorniato l’intera vicenda dehors ad Andria la dice lunga come l’amministrazione comunale abbia trattato argomenti così delicati cagionando danni enormi agli esercenti e alle casse comunali.

Il consiglio comunale prenda atto di questa nota chiarendo al Prefetto ed alla stessa Soprintendenza, cui la presente viene altresì inviata, tutto quanto accaduto e a causa di chi e soprattutto cosa stia accadendo ora in città visto che la Soprintendenza continua a sostenere la sua esclusione, di fatto, dal processo che avrebbe dovuto portare all’approvazione di un provvedimento condiviso; cosa che non è accaduta ad Andria ma che, invece, è accaduta a Canosa di Puglia ed a Barletta dove l’allora Soprintendente, dott.ssa Bonomi, ha seguito direttamente l’iter concertato, che ha coinvolto anche tutto il mondo associazionistico locale e gli ordini professionali, oltre che i cittadini.

Andria tutto questo, nel corso degli anni, non lo ha fatto o lo ha fatto solo sommariamente, in un recente momento fuggente, per ottenerne condivisione ma la condivisione di merito di un provvedimento non coinvolge in responsabilità che sono ascrivibili all’Ente e non ad altri.

Anche in merito al regolamento dehors della città di Trani sia io che ordini professionali, avevamo sollevato moltissimi dubbi formalizzandoli anche a mezzo stampa. In quel caso veniva affermato che quel regolamento fosse stato condiviso e validato da parte della Soprintendenza ma questo viene categoricamente escluso nella nota della stessa. Perché dunque a Trani si sono affermate cose che non corrispondono ai fatti? E in tutti gli altri comuni della Bat che non sono Canosa di Puglia e Barletta cosa sta accadendo? A Bisceglie esiste un regolamento dehors? Perché non è stato condiviso con la Soprintendenza? E a Margherita di Savoia ed in tutti gli altri comuni?

In caso di controlli, anche da parte dei Nas, come avvenuto giorni fa a Bari, cosa accadrebbe? Perché mettere gli esercenti in condizioni di essere multati pesantemente, inconsapevolmente? A chi ha giovato questo stato di enorme confusione e di disorientamento generale? Domande pesantissime che ora devono ricevere risposte immediate, per evitare una strage amministrativa che comporti un dramma per tutti gli esercenti che hanno sempre seguito le linee dettate dalle amministrazioni comunali. Ma quelle linee, poi, non hanno trovato riscontro nei principi di legalità e di corretta prassi amministrativa, con tutte le conseguenze del caso.

Il presidente Unibat – Savino Montaruli

(Foto dal web)


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