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L’anima di Dalla nelle sue canzoni: sold out per “Ron canta Lucio”, a Trani, per la prima di “Jazz e dintorni”

Un’anima leggera aleggiava nella sala dell'Impero di Trani, durante lo spettacolo “Ron canta Lucio!”. Era quella di Lucio Dalla, uno dei cantanti e musicisti più attivi e amati della scena musicale italiana, scomparso sette anni fa. Ma la sua poesia, la magia di alcune struggenti canzoni, la musicalità jazz e la natura artistica curiosa di Dalla, la sua personalità gioiosa, saranno eterne.

Quest’anno Lucio avrebbe compiuto 75 anni. Ron, che a Dalla è stato legato da un lungo sodalizio artistico, lo sta ricordando con un tour che la scorsa estate ha registrato il tutto esaurito nelle più suggestive località italiane, e che proseguirà nei prossimi mesi.

Anche gli spettatori del cinema teatro Impero di Trani hanno riempito la sala, per il primo appuntamento della terza edizione della rassegna “Jazz & dintorni”, organizzata dal Babalù di Trani e dalla Music Art Management con direttore artistico Carlo Gallo, con la collaborazione dell’Assessorato alle Culture del Comune di Trani.

Lo spettacolo è iniziato con le parole di chi ha conosciuto il cantautore bolognese: Piera Degli Esposti, Pupi Avati, Gino Paoli, Francesco De Gregori, che lo hanno ricordato per la sua simpatia, la sua affabilità, la sua genialità e, come ha detto Ron, anche per la sua curiosità. «Poteva andare a pranzo dagli Agnelli e il giorno stesso fare amicizia con un barbone; era geniale, la gente rimaneva affascinata da lui» sono state le parole di Ron.

Dalla non conosceva nemmeno una nota ma era un talento puro: sapeva suonare il pianoforte, il sassofono, il clarinetto; si è addentrato in tutti i generi musicali; è stato un jazzista ma anche uno sperimentatore; ha duettato con grandi artisti internazionali; è stato un talent scout. Grazie alla sua etichetta discografica Pressing, a Bologna, ha lanciato gli Stadio, Samuele Bersani, Luca Carboni.

Lucio Dalla era anche un grande sportivo: seguiva con interesse il calcio (era tifoso del Bologna), la Formula 1 (ha dedicato dei brani a Nuvolari e Senna) e la pallacanestro. Famosa la sua foto con Binelli, l’altissimo pivot della Virtus Bologna, in cui Lucio, dalla statura minuta, quasi “sfigurava”, dimostrazione della sua autoironia.

Lo spettacolo di Ron è stato uno splendido omaggio a Dalla, come quello che un amico farebbe ad un altro amico, sincero ed il cui ricordo resterà eterno. Rosalino Cellamare, che tra l’altro si è quasi “sentito a casa” perché ha origini tranesi, ha dato una sua impronta vocale ai più famosi pezzi del cantautore bolognese senza mai snaturarne l’identità e raccontando aneddoti che hanno reso Dalla un amico del pubblico.

Più di un’ora e mezzo di concerto per Ron, accompagnato al pianoforte e ai cori da Giuseppe Barbera, al basso da Marco Di Pietrantonio, alle chitarre da Roberto Di Virgilio. Ingegnere del suono, Mauro Laficara.

In scaletta, sono state ripercorse tutte le “vite artistiche” di Dalla, e alcuni dei pezzi dell’album “Lucio!”, l’ultimo disco di Ron, pubblicato nel 2018. Il concerto è stato aperto da “Almeno pensami”, un brano inedito scritto da Dalla, la cui interpretazione di Ron è stata presentata in gara al Festival di Sanremo 2018. È poi proseguito con 4 marzo 1943, Il cielo, Tu non mi basti mai, Piazza grande, Attenti al lupo, Henna, Futura, Stella di mare, La casa in riva al mare, Quale allegria, Com’è profondo il mare, Cara, Canzone, Anima, Chissà se lo sai, Anna e Marco, L’ultima luna, Le rondini, Se io fossi un angelo, Tutta la vita.

“Piazza grande” è stata riarrangiata con sonorità napoletane, perché Lucio Dalla adorava la città partonepoea.  Per “Attenti al lupo”, invece, sono state scelte melodie nordiche.

La rassegna “Jazz & dintorni”, dopo uno stop perché il direttore artistico Carlo Gallo sarà impegnato per alcuni appuntamenti musicali, proseguirà con il 12 aprile con la Rimbamband, che presenterà il suo quarto spettacolo, “Manicomic”, per la regia di Gioele Dix; il 25 ottobre con Chiara Civello, la jazzista italiana più famosa all’estero; il 29 novembre con Danilo Rea, pianista jazz. Con lui canterà, per la prima volta in Italia, anche sua figlia. La rassegna sarà chiusa dal comico Francesco Cicchella.

Federica G. Porcelli


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