«Il 2018 è stato un "annus horribilis" per il distretto di Bari». Lo ha detto il presidente della Corte d'appello, Franco Cassano, sabato scorso, aprendo l'anno giudiziario 2019, con riferimento all'arresto «di due magistrati per gravi fatti di corruzione - ha richiamato pubblicamente -, commessi quando erano in servizio presso gli uffici giudiziari tranesi».
Cassano ha parlato, anche, della grave questione dell'edilizia giudiziaria, definendola «una vergogna istituzionale di vent'anni, senza colpevoli, forse, ma in cui nessuno, o quasi, può dirsi del tutto innocente».
Successivamente, però, è tornato sul "caso Trani". «Ferma la presunzione di non colpevolezza - ha detto Cassano riferendosi ai due ex magistrati di Trani, ora in servizio a Roma, Antonio Savasta e Michele Nardi - esprimiamo gratitudine verso i colleghi salentini, perché sappiamo che solo dimostrando di saper fare pulizia al proprio interno,la magistratura può rimediare al turbamento e al sentimento di delegittimazione che fatti così gravi ingenerano nell'opinione pubblica».
Sull'argomento è intervenuto anche il presidente del Tribunale di Trani, Antonio De Luce, rispondendo al cronista della Gazzetta del Mezzogiorno, Antonello Norscia: «A Trani da tempo abbiamo voltato pagina rispetto ad una precedente organizzazione del lavoro e, peraltro, i fatti contestati risalgono ad un periodo nel quale il sottoscritto non era presidente di questo Tribunale».
Ciononostante, De Luce chiarisce che «in questa fase la presunzione di non consapevolezza ci deve fare sospendere ogni giudizio, ma è ben chiaro che l'opinione pubblica non può fare di tutta l'erba un fascio: ci sono tanti magistrati che lavorano con scrupolo, e ce ne sono anche, e soprattutto, nel Tribunale di Trani che, sono certo, continuerà con efficienza ed efficacia a rispondere alle necessità di giustizia della collettività».


