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Giornata della memoria, il prefetto fra i giovani a Palazzo Beltrani: «Tocca a voi coltivare e ravvivare il ricordo di quelle atrocità»

«La cosa più bella è la presenza di questi ragazzi, perché tramite loro si potrà senz'altro mandare avanti il ricordo di queste pagine assurde della storia dell'umanità». Così il prefetto di Barletta-Andria-Trani, Emilio Dario Sensi, aprendo la manifestazione in occasione della Giornata della memoria, che l'Ufficio territoriale del governo nella Bat ha organizzato presso Palazzo Beltrani.

La presenza di tanti alunni ha confortato fortemente il prefetto, nel convincimento che la memoria sia affidata soprattutto a loro: «Stavo riflettendo sul fatto che, più passa il tempo, più questa esigenza di coltivare la memoria è sentita. Quando ero ragazzo, negli anni '60 e '70, si tentava di rimuovere queste tragedie, se ne parlava poco, non si trasmetteva ai giovani il peso di quell'immane tragedia. Oggi è fondamentale che siano loro a farsene carico».

Molti i presenti alla manifestazione organizzata dalla Prefettura, mentre uno solo degli invitati, il rabbino della Comunità ebraica di Napoli, Ariel Finzi, è intervenuto con un videomessaggio ma le sue parole, ed i numeri, hanno visibilmente scosso la sala: «Il 20 gennaio 1942 la conferenza di Wannsee, a Berlino - ha richiamato il rabbino -, decretò la "soluzione finale" di sterminare 18 milioni di ebrei. Il vero e proprio piano industriale della Germania nazista non si completò e ne furono uccisi "solo" 8 milioni, ma proprio per la sua natura, e per il tipo di pianificazione che ebbe alla base, la Shoah non può essere accostata a nulla che avvenga oggi - sottolinea Finzi -, neanche alle pur raccapriccianti storie di profughi che cercano accoglienza e trovano la morte. Quello che accadde in quegli anni - conclude - resterà, purtroppo, unico nella storia».

Di diverso avviso l'assessore alla polizia locale, Cecilia di Lernia, delegata dal sindaco Amedeo Bottaro per il Comune di Trani: «Non dobbiamo temere di accostare la Shoah alle morti dei migranti, perché alla base c'è sempre, e solo, un sentimento di ingiustificabile discriminazione verso l'altro».

Per il presidente della Provincia, Nicola Giorgino, «ogni giorno diventa utile, in quest'ottica, a rinverdire i valori che la Giornata della memoria pone in risalto, ed è per questo che i giovani, ancora troppo poco informati su quelle vicende, siano invece sempre più coinvolti nella conoscenza di quanto accadde 70 anni fa».

A detta del rappresentante dell'Ufficio scolastico regionale, Mario Trifiletti, «il rischio è che proprio i ragazzi perdano la memoria di quanto accaduto ed allora, perché questo non accada, molto dipenderà proprio dalle scuole, che stimoleremo in tal senso».

Secondo il presidente della sezione di Barletta della Società di storia patria, Antonietta Magliocca, «da noi c'è sempre la gran contraddizione tra chi ha prodotto lo sterminio e chi lo ha subito, ma il ricordo e la cultura, alla fine, mettono alla fine tutti d'accordo sulla strada da seguire».

Per il presidente della Fidapa di Barletta, Angela Lorusso, «è necessario il massimo impegno contro i rigurgiti di antisemitismo ed intolleranza che, soprattutto oggi, stanno riemergendo in maniera preoccupante».

Il professor Luigi Dicuonzo, responsabile dell'Archivio della memoria e della resistenza del Comune di Barletta, ha parlato di «un giorno non luminoso, ma un buco nero della storia che dobbiamo riempire sempre più con la conoscenza».

Ed è proprio a tal proposito che l'archivio barlettano si è arricchito di una nuova, fondamentale pubblicazione: «Giuseppe Capuano, una voce di Barletta nel silenzio degli internati militari italiani». L'ha curata Lucia Ciocia Capuano, past presidente della Fidapa, per i tipi di Rotas.

A completare gli interventi della manifestazione, il direttore dell'Istituto pugliese per la storia dell'antifascismo e dell'Italia contemporanea, Vito Antonio Leuzzi, che hai elogiato la pubblicazione «in quanto storia privata che diventa, fortunatamente, pubblica».

Infine, la proiezione di immagini sugli internati militari italiani, a cura dello storico Laura Fano, mentre quattro alunni hanno letto altrettanti passaggi dal libro presentato per l'occasione.

Terminata la giornata all'interno di Palazzo Beltrani, i presenti hanno preso parte ad una visita guidata nel quartiere ebraico, e segnatamente alla sinagoga Scolanova ed al museo ebraico Sant'Anna, a cura di Incanto Apulia Travel, incaricata direttamente dalla Comunità ebraica di Napoli per l'apertura e custodia di Scolanova, e che ha potuto realizzare le visite anche nella ex sinagoga Scola grande, grazie all'accesso gentilmente concesso dalla Fondazione Seca.


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