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Addio a don Ferdinando Capece Minutolo. Ha reso Trani famosa nel mondo con Villa Schinosa e le grandi manifestazioni della Lega navale

È venuto a mancare oggi, all'età di 85 anni, don Ferdinando Capece Minutolo, anima storica di Villa Schinosa, che ha reso famosa in tutta Italia, ed anche all'estero, grazie alla capacità di coltivare gli oltre 200 ettari di vigneti che si estendono in quell'area e trasformarli in pregiato vino nell'antica cantina costruita nel 1884, in parte scavata nella pietra di Trani.

Un'antica tradizione vitivinicola che si è tramandata per generazioni, e che oggi l'ultimo degli eredi, Corrado Capece Minutolo, sta portando avanti verso il raggiungimento di nuovi, prestigiosi obiettivi.

Don Ferdinando è stato anche presidente del Consorzio Moscato di Trani, dal 1992 al 1996, e parallelamente ha ricoperto per venti anni, dal 1982 al 2001, la carica di presidente della sezione di Trani della Lega navale italiana.

Proprio sotto la sua egida, nel sodalizio di via Statuti Marittimi, si sarebbe formata un'eccellente scuola velica intorno alla quale sarebbero sorte e fiorite le più importanti manifestazioni della storia del sodalizio: la vera e propria regata Trani-Ragusa (Dubrovnik) e soprattutto, all'inizio degli anni '90, il Giro d'Italia in vela, la Adriatic cup, abbinata alla Lotteria del mare, e la Venezia-Montecarlo di motonautica.

Nel 1992 le tre manifestazioni polarizzano l'Estate tranese. Nella Venezia-Montecarlo vinse Renato della Valle, il più grande pilota nella storia della motonautica italiana, sulla cui imbarcazione c'era anche Renato Pozzetto. In un'altra, a dargli filo da torcere, il grande campione del tennis, Adriano Panatta.

La Venezia-Montecarlo giunse a Trani in un periodo molto fertile anche sul versante dei motori, grazie ai successi nelle gare in shore dell'allora giovanissimo e promettentissimo Alfredo Vania.

Fra Adriatric cup e Giro in vela, invece, a bordo di una delle imbarcazioni c'era Mauro Pelaschier, che soltanto pochi anni prima, nell'America's cup, era stato il timoniere della mitica Azzurra di Cino Ricci, direttore tecnico del Giro.

E ci fu soprattutto Tommaso Chieffi, skipper di Robadapazzi, la barca che vinse la manifestazione con a bordo anche il tranese Niki Vescia. Chieffi, da lì a poco, sarebbe stato il tattico del Moro di Venezia, che fece sognare l'Italia in una successiva America's cup.

Capece Minutolo fu, anche, armatore e timoniere della mitica Manua, che partecipò alla Trani-Ragusa e tante altre regate nazionali e internazionali, su cui veleggiarono gli allora giovanissimi Niki Vescia, Paolo Romanelli, Antonio Sciardò, Angelo Laporta, Beppe Palumbo ed altri, espressioni di una scuola velica invidiata in tutta Italia.

E quando il bilancio della Lega navale, a causa delle tante manifestazioni, non fu in grado di reggere, Capece Minutolo non esitò a coprire i disavanzi di tasca sua, mosso dall'enorme passione ed anche alle facoltà economiche derivanti dalla sua appartenenza ad una nobile famiglia napoletana.

L'origine dei Capece Minutolo viene fatta risalire all'VIII secolo e quella dinastia ebbe fra i più illustri esponenti anche Enrico Minutolo, vescovo di Bitonto, poi arcivescovo di Trani e quindi Cardinale di Napoli dal 1389 al 1399: è sepolto, insieme con altri familiari insigni, nella cappella gentilizia Capece Minutolo, custodita nel duomo di Napoli.

Ferdinando Capece Minutolo, una volta chiusa la sua esperienza alla presidenza della Lega navale, avrebbe favorito la realizzazione di sempre più numerose manifestazioni podistiche all'interno della splendida tenuta appartenente alla sua famiglia: l'ultima di queste si sarebbe dovuta tenere domenica 20 gennaio, ma gli organizzatori, opportunamente, con l'aggravarsi delle condizioni di salute di don Ferdinando, hanno scelto di rinviare l'evento a data da destinarsi.

Insieme con il figlio Corrado, don Ferdinando lascia la moglie, Maria Marchio. Le esequie si terranno domani, sabato 2 febbraio, alle 16, in cattedrale.

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