Il furto alla Lampara diventa ufficialmente un caso politico, determinando una profonda spaccatura in seno alla giunta del sindaco, Amedeo Bottaro. Infatti l'assessore al patrimonio, Tommaso Laurora, prende ufficialmente le distanze dalle dichiarazioni dal primo cittadino, con riferimento alla ipotesi di procedere ad una transazione con il gestore uscente, la cooperativa Lavoratori La Lampara.
Di ben altro avviso è Laurora, che non nasconde per nulla il suo forte disappunto: «Ancora una volta apprendo a mezzo stampa della chiara volontà del primo cittadino, per nulla condivisa, di procedere all'assegnazione di un immobile di proprietà dell'ente attraverso una trattativa privata e dunque, di fatto, attraverso un affidamento diretto».
Laurora, in tal modo, fa comprendere di avere perorato la causa della gara, anziché la transazione già firmata, e poi stoppata, con il gestore uscente del locale: «Il consiglio comunale, al suo insediamento - ricorda l'assessore -, ha dato chiaro mandato all'amministrazione affinché procedesse all'adozione di tutti i principi atti a garantire procedure caratterizzate da requisiti di trasparenza, legalità e libera concorrenza, e questo significa fare le gare».
Ma allora, cosa è successo a quella per la gestione della Lampara? «Al bando hanno partecipato ben quattro concorrenti - risponde Laurora -, e quindi la gara non è andata deserta. Al contrario, vi è stato un forte interesse ed uno di questi concorrenti è stato anche aggiudicatario provvisorio. Il suddetto aveva tutti i requisiti previsti nel bando, meno quello dei tre anni di attività nel settore: ne aveva solo due e, pur avendo prodotto un'istanza per sanare tale requisito, si è ritenuto di escluderlo».
A quel punto, Bottaro ha fatto sapere che il Comune ha riavviato la trattativa con la cooperativa, mentre Laurora si è mosso diversamente: «Ho richiesto al dirigente al ramo, tanto per le vie brevi quanto con atti ufficiali, di emanare un nuovo bando ad evidenza pubblica il più celermente possibile. Sono passati mesi, ma la nuova gara non è stata né predisposta, né emanata».
Da qui l''evidente critica al sindaco: «È inutile ricercare la colpa come negli uffici - dice Laurora -: la politica è chiamata a svolgere il proprio ruolo ed un chiaro atto di indirizzo ai dirigenti sul fatto se procedere con le gare pubbliche o le trattative private. Io sono e sarò sempre per le prime, uniche a garantire le migliori condizioni a vantaggio dell'ente e, di conseguenza, per i cittadini. Chi propende per le seconde getti la maschera e si dichiari, senza trincerasi dietro le urgenze create ad arte come giustificazione».

