«Da settembre, ad oggi, si sono bene evidenziate le storture di una legge antimafia che ci ha del tutto ingessati senza che noi avessimo alcuna colpa».
Così Ugo Sbisà, giornalista e membro del Comitato di redazione della Gazzetta del Mezzogiorno, rispondendo ad una delle numerose domande e riflessioni nel corso dell'incontro, dal titolo “La Gazzetta del Mezzogiorno in memoria, libertà e futuro”, tenutosi ieri presso la biblioteca comunale Giovanni Bovio.
Ad organizzarlo l’Assessorato alle culture, in collaborazione con Lions club, Croce bianca, Duepuntozero e Ordine degli avvocati di Trani. Un segno di vicinanza, anche grazie ai numerosi e qualificati relatori intervenuti, alle oggettive difficoltà che il quotidiano continua ad avere, dopo il sequestro delle quote del suo editore che ha determinato effetti a cascata culminati con i sempre più gravi ritardi nei pagamenti dei lavoratori.
Sbisà, inoltre, ha illustrato le possibilità che si prospettano all'orizzonte sia con l'intervento della Regione, sia con i potenziali acquirenti che si sono fatti avanti, per il momento uno soltanto. Infine, ha evidenziato «il rimpianto per il fatto che non ci siano più, in Puglia, imprenditori visionari e illuminati come era stato Gorjux, quando decise di fondare la Gazzetta».
Nel frattempo, il prossimo appuntamento istituzionale è il 6 febbraio, a Catania, con l'incontro fra il presidente della Sezione misure di prevenzione di quel Tribunale, da cui dipende il bene sequestrato, e le parti sociali, vale a dire sindacati, poligrafici e giornalisti.
