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Trani, «tanti problemi e nessuno ne parla»: l'intervento di Magnifico (sindacato Sunia)

Io non sono certo un esperto giuridico, ma sicuramente so leggere le situazioni “politiche” che si creano quando verso la fine di una legislatura ricominciano i riposizionamenti, allora, anziché parlare di cosa si è fatto e cosa rimane eventualmente da fare, si preferisce lo sport del “tiro al piccione”, uno sport maldestro, per evitare che ciascuno si assuma le proprie responsabilità.

I fatti: nasce la giunta delle competenze con assessori “tecnici” nominati dal sindaco con lo slogan «prima capire le esigenze e poi fare…». Dopo alcuni mesi iniziano a saltare gli assessori tecnici, eppure persone perbene e sicuramente competenti, ancora oggi gli elettori non conoscono il perché e nessuno ne parla.

Il primo atto del sindaco sono le assunzioni nell’Amiu di lavoratori che hanno avuto rapporti di lavoro non direttamente  ma attraverso imprese o agenzie interinali. Nessuno ne parla.

Amiu, Amet e Stp: si intrecciano una serie di interessi dalle nomine apicali all’ultimo fattorino senza che la Città abbia avuto una spiegazione sui criteri di nomine ed assunzioni (temporali o meno). Nessuno ne parla.

Si dice che Trani ha la tariffa Tari più alta della Nazione (ottimo record) ma la città è oggettivamente sporca, per  la raccolta differenziata siamo gli ultimi, la discarica è ancora lì minacciosa, insomma su questo argomento non si riesce a prendere una decisione almeno per sapere di che morte dobbiamo morire. Nessuno ne parla.

L’occupazione e il precariato a Trani sono ormai a livello di allarme. Nessuno ne parla.

La microcriminalità è diffusa ovunque. Nessuno ne parla.

Non interessa a nessuno costruire case popolari e gestire l’emergenza abitativa, eppure il Comune, pur sollecitato, non ha mai individuato i suoli da cedere all’Arca, atto propedeutico per fare case erp; insomma è oramai noto che su questi problemi nessuno vuole “sporcarsi le mani”. Nessuno ne parla.

Tanti anni fa, nella cosiddetta “Prima repubblica”, il sindaco e la maggioranza di quell’epoca per non assumersi le proprie responsabilità “sparavano fumogeni”, ossia si prendevano due o tre persone fidate con il compito di creare tensioni o risse artificiose con eclatanti dimissioni  affinché non si parlasse delle vere emergenze della città e nessuno si assumeva alcunché di responsabilità. Essi si inventarono la “politica del percoco” ossia incolparono l’assessore socialista di un presunto “furto” di un albero di percoco dalla villa comunale e su questo futile argomento deviarono l’attenzione dell’opinione pubblica.

Ogni tanto la storia si ripete, solo che allora queste cose le sapevano fare con eleganza da sembrare verosimile. Eventuali tentativi fatti oggi sarebbero delle brutte fotocopie.

Per completare, con una bella ciliegina sulla torta: il sindaco di Trani, membro della segreteria regionale del Pd con delega alle politiche degli enti locali, afferma «che oramai i partiti non esistono più o sono marginali e comunque non svolgono più alcuna funzione».

Morale: ieri la politica del percoco, oggi la politica della Lampara? Spero di no.

Gino Magnifico - Sunia, Sindacato unitario nazionale inquilini ed assegnatari


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