Quella andata in scena ieri era una delle udienze preliminari più attese nel procedimento "Sistema Trani", l'inchiesta che ha di fatto decapitato l'amministrazione comunale uscente determinando le misure cautelari in carcere nei confronti di alcuni di quegli esponenti, nonché dipendenti comunali, in un presunto scenario di pressioni, tangenti, appalti truccati, proroghe concordate e impegni di spesa gonfiati.
Infatti, ha parlato l'avvocato Claudio Papagno, difensore di Sergio De Feudis, che fu arrestato nel secondo filone dell'inchiesta, poi unificato al primo. Se ne attendevano le dichiarazioni, soprattutto dopo il sequestro "ante causam", dei giorni scorsi, ai danni dello stesso De Feudis.
Papagno, in risposta all'azione della Guardia di finanza, aveva fatto sapere che non avrebbe mancato di porre in evidenza, proprio nell'udienza preliminare, «le tante perplessità che riguardano l'intera indagine del cosiddetto "Sistema Trani».
E infatti, ieri, Papagno ha affermato che «la Procura ha contestato condotte identiche in distinti capi d'imputazione, accuse duplicate, triplicate per aggravare il quadro cautelare».
Il legale di De Feudis ha parlato di «ipotesi accusatoria illogica e contraddittoria», aggiungendo che «parlare di De Feudis significava, all'epoca, soprattutto additarlo come uno che comandava, ma si trattava di "vox populi" e non certo di prove».
Nell'udienza ha preso la parola anche Michele Laforgia, difensore di Antonello Ruggiero: fu arrestato anche lui nel primo filone, poiché Amministratore unico di Amiu molto vicino al sindaco Luigi Riserbato.
Gli viene contestata l'associazione per delinquere, che però è caduta come capo di accusa proprio nei confronti di Riserbato.
Ed allora Laforgia ha messo in evidenza il fatto che i capi di imputazione Ruggero sono soltanto due e, pertanto, non potrebbe comunque mantenersi l'ipotesi associativa».
Sia Papagno, sia Laforgia hanno chiesto il proscioglimento dei loro assistiti.
L'udienza di giovedì prossimo, 21 febbraio, dovrebbe essere l'ultima per la parola alle difese, poi nella successiva il Giudice per l'udienza preliminare, Angela Schiralli, dovrebbe pronunciarsi in merito al rinvio a giudizio o proscioglimento dei quindici imputati. Gli altri quattro hanno invece scelto il rito abbreviato.
Nel procedimento sono costituiti parte civile il Comune di Trani, con l'avvocato Bepi Maralfa, e la Vigilanza notturna tranese, con l'avvocato Nico Regina.
(fonte, Gazzetta del Mezzogiorno)
