Le «spiacevoli interferenze» tra gli occupanti abusivi della ex casa del custode della scuola media Giovanni Bovio e la popolazione scolastica di quel plesso stanno prendendo forma in un documento-istanza che il dirigente scolastico dell'istituto, Antonio De Salvia, si prepara ad inviare a Commissariato di pubblica sicurezza, Comune di Trani, Ufficio regionale scolastico ed altri soggetti.
Obiettivo, sollecitare interventi che pongano la scuola al riparo da qualsiasi, possibile inconveniente che nasca dalla compresenza, nella stessa area, di soggetti non aventi titolo e soprattutto, ragazzi che frequentano la scuola.
A quanto si è appreso, già nei giorni scorsi il capofamiglia avrebbe chiesto a dipendenti dell'istituto la chiave di un cancello secondario, attraverso il quale transitare per parcheggiare la propria vettura all'interno dell'area scolastica: per il momento gli è stata negata in considerazione dell'impossibilità di tenere poi sotto controllo quell'accesso in orari non scolastici.
C'è poi il problema, sempre secondo quanto si apprende da fonti scolastiche, dell'attività didattica negli orari pomeridiani, durante i quali gli alunni si incrociano con i bambini di quella famiglia, che scorrazzano di qua e di là con le biciclette, creando problemi, per il momento, soltanto potenziali.
Di certo, è la prima vera e propria occupazione abusiva che avviene all'interno di una scuola. Precedentemente quella casa del custode, ed altre di altri istituti, erano sì abitate da soggetti non aventi titolo, ma tutti legati da rapporti di parentela proprio con gli ex custodi dei plessi, e che erano rimasti lì fino a quando non sarebbe sopraggiunta l'ordinanza di sgombero da parte del dirigente del Settore patrimonio.
Oggi, invece, la situazione è ben diversa: i nuovi occupanti provengono dalla casa natale di Giovanni Bovio, dove vi avevano abitato abusivamente per due anni, e che giovedì scorso hanno a loro volta «consegnato» ad un'altra famiglia di abusivi.
Loro, invece, sono entrati in quella casa del custode che la scuola avrebbe voluto trasformare in laboratorio o libreria, e invece adesso è la residenza di una famiglia di ben sette persone, cinque delle quali minori. Soprattutto alla luce della presenza dei bambini, come già era avvenuto dall'altra parte, non sarà facile gestire neanche questa situazione, a maggior ragione in considerazione della promiscuità con la scuola e le sue attività.
