Il Comune di Trani muove un altro passo in vista dell'allargamento della strettoia di via Pozzo piano, compresa fra via Tolomeo e via De Nicola.
Infatti, il dirigente facente funzioni dell'Area lavori pubblici, Francesco Gianferrini, ha affidato alla società di ingegneria Arkè, di Bari, uno studio di fattibilità per la definizione degli interventi di mitigazione del rischio idraulico nel territorio dell'abitato di Trani, predisponendo la conseguente progettazione preliminare. Il costo dell'incarico è 2.000 euro, oltre Iva, per un importo complessivo di 2537,60 euro.
L'allargamento della strettoia, compresa fra il muro di cinta di Villa Telesio ed un vecchio opificio dismesso, di proprietà privata, prende le mosse dalla deliberazione di giunta comunale del 15 dicembre 2017, in cui l'esecutivo forniva indirizzo dirigente dell'Area lavori pubblici per l'avvio, in via prioritaria, delle attività propedeutiche alla esecuzione dell'allargamento di quel sedime stradale.
Successivamente, con deliberazione del consiglio comunale del 27 aprile 2018 si approvava il Programma triennale dei lavori pubblici per il triennio 2018-2020, includendovi la realizzazione di quell'intervento.
Pertanto, è stato predisposto un progetto di fattibilità tecnica ed economica di ampliamento della sede stradale di via Pozzo piano, fra via Tolomeo e via De Nicola per la cui approvazione si rendeva necessaria l'adozione della relativa variante al Piano urbanistico generale vigente nel Comune di Trani, con la contestuale apposizione del vincolo preordinato all'esproprio.
Il consiglio comunale, lo scorso 11 dicembre 2018, ha provato il progetto di fattibilità tecnica, redatto dall'architetto Rosario Sarcinelli, in organico presso l'Ufficio tecnico, nonché la variante urbanistica allo strumento urbanistico generale, consistente nella riduzione della maglia urbanistica adiacente, che risulta di conseguenza riperimetrata.
Allo stato è in corso di predisposizione il progetto definitivo relativo all'opera da realizzarsi, la cui approvazione comporterà la dichiarazione di pubblica utilità, urgenza e indifferibilità dell'opera.
Questa è la condizione per procedere, successivamente, alla espropriazione degli immobili necessari alla realizzazione della stessa opera.
Tuttavia, per l'esecuzione si rende necessario acquisire diversi pareri, tra cui quello vincolante dell'Autorità di bacino: infatti, l'area oggetto di ampliamento ricade fra quelle definite «ad alta pericolosità idraulica».
«Per ottenere l'acquisizione del parere - scrive quindi il dirigente - è necessario predisporre una relazione, redatta da un tecnico qualificato, che evidenzi la compatibilità idrologica e idraulica dell'opera di ampliamento stradale rispetto al vincolo esistente».
Peraltro, «vista la specifica professionalità richiesta - fa sapere ancora la figura apicale dell'Area Lavori pubblici - e i carichi di lavoro che gravano sull'Ufficio tecnico», s'è ricercato un tecnico definito «qualificato nella specifica materia del rischio idraulico», individuandolo nella già citata società del capoluogo.
