Desidero far sentire la mia voce in merito alla vicenda de “La Gazzetta del Mezzogiorno”, che da due giorni non viene più pubblicata, quale segno ulteriore da parte dei giornalisti e dei lavoratori per un inviare un messaggio forte di protesta, di richiesta di aiuto e di ascolto, di invocazione di attenzione da parte di chi ha in mano le sorti del giornale.
Ho imparato a conoscere “La Gazzetta del Mezzogiorno” in poco più di un anno dal mio arrivo nell’Arcidiocesi di Trani-Barletta-Bisceglie, leggendola tutti i giorni. Ho recepito subito la sua dimensione di radicamento nel nostro territorio, come quello di tutta la Puglia, svolgendo un servizio di informazione qualificato, aperto, disponibile a narrare fatti, eventi, commenti. In più occasioni ho voluto personalmente rendere il mio grazie ai giornalisti del quotidiano anche per la puntale attenzione alla vita della comunità ecclesiale diocesana.
Ritengo “La Gazzetta del Mezzogiorno” una voce, nel campo della informazione, dalla forte connotazione popolare, che non può essere spenta, dopo una presenza di 132 anni.
In questo momento penso ai giornalisti e a tutti coloro che lavorano nel giornale,che da tempo non percepiscono più lo stipendio, alle loro famiglie: esprimo loro la mia vicinanza, la mia solidarietà, con la preghiera mia e della comunità ecclesiale di Trani-Barletta-Bisceglie.
Ma levo anche l’invito, che si inserisce tra i tanti registratisi (semplici cittadini, istituzioni, associazioni e organizzazioni) nei giorni scorsi e in queste ore, a chi può intervenire per un supplemento di attenzione che possa invertire l’attuale decorso (purtroppo poco promettente) de “La Gazzetta del Mezzogiorno”.
+ d. Leonardo
