È uno dei sedici cittadini, sorteggiati la scorsa estate per lavorare sei mesi in Amiu, l'occupante abusivo che stamani ha spontaneamente lasciato con sua moglie la casa natale di Giovanni Bovio. Vi era subentrato al posto dell'altra famiglia abusiva che prima occupava quell'immobile, a sua volta trasferitasi alla casa del custode presso la scuola media Giovanni Bovio.
Infatti la Polizia locale, nel sopralluogo dello scorso 22 febbraio, aveva accertato la presenza di due occupanti senza titolo, entrambi tranesi, marito e moglie, rispettivamente di 58 e 53 anni: i dati anagrafici, incrociati con quelli dell'azienda, sembrano indicare senza tema di smentita che si tratti proprio di un ex dipendente a tempo determinato dell'ex municipalizzata.
A seguito di quel sopralluogo, lo scorso 28 febbraio il sindaco, Amedeo Bottaro, aveva emanato la relativa ordinanza di sgombero.
In conseguenza di quella, oggi, il Comune di Trani è rientrato in possesso dell’immobile di via Mario Pagano 78: gli ex occupanti lo hanno liberato spontaneamente.
Il capofamiglia potrebbe essere stato indotto a più miti consigli valutando che non avrebbe più potuto usufruire di strumenti di legge in suo favore alla luce dell'infrazione commessa.
Contestualmente, su incarico del dirigente dell’Area lavori pubblici, responsabili dell’Ufficio tecnico, comunale unitamente ad agenti di Polizia locale, hanno effettuato un sopralluogo per la verifica dello stato dei luoghi: l’immobile si presentava in discreto stato e con mobilio.
«Recuperato l’immobile - fa sapere il primo cittadino -, l’Amministrazione procederà ora con l’attuazione del progetto di riqualificazione e valorizzazione della casa natale di Giovanni Bovio, così da restituirla alla pubblica fruizione».
Resta aperto il problema relativo all'occupazione della casa del custode della scuola media Bovio, nella quale abita proprio la famiglia che prima, per ben due anni, aveva preso possesso della casa natale del parlamentare.
Con l'ordinanza del 28 febbraio si è attivato un nuovo iter istituzionale e così, al termine dei trenta giorni previsti dal provvedimento, partono le ulteriori procedure previste per legge, tenuto conto in questo caso della presenza di cinque minori all'interno di quel nucleo familiare.
