«Il 2018 è stato l'annus horribilis per quanto riguarda l'edilizia giudiziaria a Bari», ha detto il presidente della Corte d'Appello, Franco Cassano, nel corso della cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario.
Scorgendo il relativo capitolo nella relazione sulla operatività del distretto, nel corso dell'anno appena concluso, nel confronto con Bari Trani si salva, ma non del tutto. Infatti, secondo quanto vi si legge, «per gli immobili in uso agli uffici giudiziari di Trani si registra non solo la mancanza di spazi, ma anche la necessità di vari lavori manutentivi urgenti».
Tra questi ultimi la relazione segnala i seguenti: «Gli interventi previsti dalle misure di sicurezza e prevenzione dei luoghi di lavoro; l’adeguamento dell’impianto elettrico e la sistemazione dell’impianto termico; gli interventi di verifica statica diretti alla definizione delle opere di consolidamento strutturale».
Inoltre, sempre secondo quanto riferisce il presidente della Corte d'Appello, sicuramente su segnalazione del presidente del Tribunale, Antonio De Luce, «un’ulteriore criticità è rappresentata dalla mancanza di spazi da destinare ad archivi, situazione acuita dalla chiusura delle ex sezioni distaccate».
Da allora, Trani è alla ricerca di nuovi spazi e la soluzione finale sarà quella della ristrutturazione di Palazzo Carcano, che il Comune di Trani ha ceduto allo Stato in cambio dei previsti lavori di ristrutturazione, per un importo vicino ai 5 milioni di euro. Con la disponibilità di quella struttura, il tribunale dovrebbe tornare a funzionare regolarmente dal punto di vista dell'edilizia giudiziaria.
Peraltro, è da risolvere anche il problema relativo alla vetustà di Palazzo Gadaleta, sede della sezioen fallimentare. I lavori tardano a completarsi e ci sono ancora porzioni della stabile totalmente vuote ed altre che attendono la definitiva messa in sicurezza.
Tramontata del tutto l'ipotesi di trasferire una o più sezioni presso l'ex scuola media Orazio Palumbo, si punta a lasciare quanto prima l'immobile di via Montegrappa, di proprietà di Amet Spa per porre fine ai fitti passivi.

