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Ludopatia, modificata la legge in commissione sanità. Il commento del consigliere regionale di Trani, Santorsola

In commissione sanità è stata modificata la legge “Contrasto alla diffusione del gioco d’azzardo patologico”, presentata dal consigliere regionale Mimmo Santorsola. Con le modifiche approvate, da apportare alla legge regionale vigente in materia, si vuole disincentivare la pubblicità dei vari giochi che sono reperibili in bar, tabaccherie ed esercizi commerciali ed incentivare gli esercizi che decidano di rimuovere gli apparecchi e le macchinette dai loro locali. 

Diversi gli emendamenti a firma di Santorsola.

Le nuove autorizzazioni all’esercizio non vengono concesse nel caso di ubicazioni in un raggio inferiore a 250 metri, misurati per la distanza pedonale più breve, da istituti scolastici di secondo grado, dalle Università e dalle biblioteche pubbliche. L’autorizzazione è concessa per cinque anni e può essere chiesto il rinnovo dopo la scadenza. La rideterminazione della distanza permette di: bilanciare il complessivo dimensionamento dell’offerta di gioco e la distribuzione sul territorio dei punti di vendita che risulti sostenibile sotto il profilo dell’impatto sociale; evitare il formarsi di ampie aree nelle quali detta offerta sia totalmente assente o eccessivamente concentrata.

A partire dal 1 gennaio 2020, non sarà consentita l’installazione e/o la presenza di apparecchi per il gioco negli esercizi di dimensione inferiore ai 20 mq di superficie calpestabile aventi attività principale diversa dalla gestione, commercializzazione e/o somministrazione di giochi, comunque denominati, che prevedano vincite in denaro. Negli esercizi con superficie calpestabile tra i 20 e i 50 mq, non è consentita l’installazione di più di due apparecchi; negli esercizi di dimensione superiore a 50 mq il numero degli apparecchi può aumentare di una unità per ogni 25 metri quadrati ulteriori di superficie, fino a un massimo di 6 apparecchi.

È consentito esporre negli esercizi commerciali biglietti o tagliandi di lotterie nazionali ad estrazione istantanea, comunque denominati, esclusivamente in appositi e delimitati spazi che non superino il 30% della superficie espositiva totale.

I gestori e tutto il personale di centri scommesse e spazi per il gioco con vincita in denaro saranno tenuti a frequentare corsi di formazione vertenti sulla normativa vigente in materia di gioco lecito e sulla prevenzione e riduzione della ludopatia.

La Regione promuoverà accordi con gli enti di esercizio del trasporto pubblico locale e regionale, finalizzati a limitare sui mezzi la concessione di spazi pubblicitari relativi al gioco.

È prevista anche la stipula da parte della Giunta regionale di una convenzione con le forze dell’ordine, i concessionari di giochi e scommesse e le Asl pugliesi, finalizzata ad attivare uno specifico programma comune di azioni e di interventi nel campo della prevenzione, vigilanza e contrasto alle violazioni delle norme regionali e nazionali in materia di gioco d’azzardo. 

«Non ho alcuna intenzione di sciorinare numeri e fatti che tutti conosciamo e che ci hanno dato una reale dimensione del problema – ha commentato Santorsola -. Ritengo, però, necessario che in assenza di una normativa nazionale il Consiglio regionale metta in campo misure per il contrasto al gioco d’azzardo patologico. Lo ha fatto con la legge 43 del 2013 la cui attuazione è stata rinviata sulla base di oggettive difficoltà, del malcontento generato tra i gestori e del rischio di perdita di occupazione da parte di migliaia di addetti al lavoro. Con questa proposta di modifica della legge 43 e con gli emendamenti che tengono conto degli atti della conferenza unificata, delle richieste dei gestori e della necessità di non “ghettizzare” il gioco d’azzardo, potremmo provare a potenziare le misure di contrasto alla patologia, a dare dignità ai giocatori non patologici, a tutelare i legittimi interessi dei gestori andando, comunque, nella direzione di ridurre in maniera consistente l’offerta di gioco sul territorio pugliese».


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