«Non stiamo difendendo la nostra professione, ma la collettività. Non difendiamo il nostro operato, ma l’interesse di cittadini, imprenditori e privati, che risentono moltissimo dei ritardi con cui l'Ufficio del Genio civile della Bat rilascia le autorizzazioni ed esegue i sopralluoghi presso i cantieri». È quanto ha affermato Sebastiano Manta, presidente dell’Ordine degli ingegneri della Bat, in una conferenza stampa congiunta con l’Ordine degli architetti e dei geometri e geometri laureati.
L’Ufficio del Genio civile della Bat, ubicato a Barletta, «ha delle risorse umane valide. Noi non abbiamo niente contro i dirigenti, i tecnici, il personale amministrativo che lavora bene e riesce a smaltire il lavoro, ma da diversi mesi non riescono ad uscire fuori perché manca la macchina». In pratica, i dipendenti dell’Ufficio del Genio civile non hanno un mezzo automobilistico per recarsi presso i cantieri e verificare le costruzioni. Questo è un danno perché la legge prevede che, quando ci sono delle costruzioni, le pratiche debbano chiudersi con i collaudi e la verifica dell’agibilità.
«A ottobre abbiamo avuto un incontro con la Provincia - prosegue Manta -. Ci era stato garantito che le cose avrebbero ripreso a funzionare ma non è successo nulla. Noi siamo fermi. L’Ufficio non ha l’autorizzazione per condurre i nostri mezzi, i mezzi pubblici non possono essere usati, e pertanto le pratiche non possono essere chiuse. Aggiungo anche che tutto ciò che noi depositiamo, le pratiche che vengono espletate presso l’ufficio, viene pagato dai cittadini con gli oneri istruttori, che da soli potrebbero coprire i costi dell’Ufficio: abbiamo 250.000 euro di entrate. Questi soldi in parte sarebbero potuti essere usati per acquistare un’auto e definire le pratiche» ha concluso Manta.
Paolo D'Addato, presidente Ordine architetti della Bat, ha aggiunto: «Non possiamo continuare ad alimentare la crisi del comparto delle costruzioni, che già soffre di un lungo periodo di crisi economica. Chiediamo alla Provincia non promesse ma risposte immediate e urgenti perché abbiamo bisogno di completare le opere».
È intervenuto anche Antonio Acquaviva, consigliere nazionale del Collegio dei geometri e da poco dimissionario presidente del Collegio: «Si sono accumulati troppi ritardi. Noi vogliamo sensibilizzare gli operatori coinvolti nelle attività di competenza dell’amministrazione provinciale ma soprattutto i responsabili della governance politica per rendere conto che questi ritardi e inefficienze che non vengono messe in agenda rappresentano un danno per la collettività, per il territorio. Noi professionalmente ci occupiamo di procedimenti amministrativi che riguardano le autorizzazioni all’edilizia sismica e le autorizzazioni ambientali. Il sistema organizzativo è da terzo mondo».
Altro problema, è la mancata digitalizzazione dei processi amministrativi e l’apertura di sportelli telematici, pure rubricata in legge già nel Testo unico dell’edilizia del 2001.





