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Aggressione a Lima con cartello, il Tribunale di Trani dispone una condanna e due assoluzioni. Il consigliere: «Riconosciuto il mio diritto di manifestare a scopo politico»

Una condanna e due assoluzioni. È quanto ha disposto il Giudice di pace del Tribunale di Trani, all'esito della procedimento penale nato dalla denuncia del consigliere comunale e capogruppo di Fratelli d'Italia, Raimondo Lima, contro tre persone da lui indicate quali responsabili di un'aggressione nei suoi confronti, l'8 febbraio 2016, in strada, durante l'ostensione di un cartello a scopo politico.

Aldo, Francesco e Giuseppe Bruno rispondevano, a vario titolo, di minacce e lesioni personali in danno di Lima, che nel dibattimento, difeso dall'avvocato Luigi Puca, si era costituito parte civile. I tre imputati sono stati difesi da Concetta Bucci.

Quel giorno, Lima aveva postato su Facebook una foto di se stesso con un cartello con su scritto “Mi manda tuo genero”, nei pressi di un supermercato fra quelli aderenti all’iniziativa dei cosiddetti “buoni di Natale”, promossa dal Piano di zona in favore di oltre 140 famiglie in stato d’indigenza che ne avevano fatto richiesta presso il Comune di Trani.

Con quel cartello, Lima denunciava che, fra i supermercati convenzionati, ci fosse anche quello di un parente del sindaco di Trani. Poco dopo l'ostensione del cartello e la foto, in una via nei pressi dell'esercizio in questione, Lima veniva localizzato dal padre del gestore del supermercato: l’uomo, Francesco Bruno è il suocero del sindaco, Amedeo Bottaro.

Il consigliere riferiva di essere stato «prelevato e aggredito prima verbalmente, poi con calci, sia dal suocero del primo cittadino sia dai due figli»: uno, Aldo, è il gestore del supermercato; l’altro, Giuseppe, è colui che era finito, suo malgrado, al centro di polemiche per essere uno dei dieci operatori stabilizzati dall’Amiu il 30 dicembre 2015.

Diversa la versione dei fatti fornita dal legale dei Bruno: «È stato il consigliere Lima a spintonare il signor Francesco, (oggi 72 anni, ndr), facendolo finire per terra. Solo a quel punto i figli sono intervenuti in difesa del padre».

L'avvocato Puca, attraverso l'escussione di numerosi testi, ha puntato a dimostrare, dal suo punto di vista, l'oggettività dei fatti denunciati e la responsabilità degli imputati, riuscendo a fare chiudere il cerchio almeno su uno di loro.

Infatti, il giudice ha assolto Francesco e Aldo Bruno, per insufficienza e contraddittorietà della prova sulla commissione del fatto, mentre ha condannato Giuseppe Bruno al pagamento di 800 euro di multa e delle spese processuali, ed ancora al risarcimento in favore della parte civile, da liquidarsi in separata sede, concedendo una provvisionale di 1.000 euro, oltre la rifusione delle spese legali in 1.800 euro.

«La Magistratura ha condannato il cognato del sindaco Bottaro al risarcimento dei danni e spese processuali - commenta Lima -, per quanto da me subito nell’esercizio delle mie funzioni istituzionali di consigliere comunale. È una vittoria perché oggi viene riconosciuta, anche dalla Magistratura, la mia attività politica e di opposizione».

Lima conclude ringraziando «il mio avvocato, la mia famiglia, la mia comunità politica e a tutti i cittadini che da sempre mi sostengono e incoraggiano. Questa vittoria la dedico a tutti loro ».

L'avvocato Concetta Bucci non commenta e valuterà con Giuseppe Bruno l'opportunità di appellare la sentenza. Allo stato il legale non si sbilancia, riservandosi qualche giorno per una decisione in merito.


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