Stendardi, 6x3 e ditorni? A Trani, la vita è sempre più dura. Infatti, il Comune ha rigettato una nuova richiesta di installazione di impianti pubblicitari - ben 17 - da parte di un'azienda di Trani, la Msg, che ha sede in via Firenze, il cui rappresentante legale adesso ha proposto ricorso al Tar Puglia, rappresentato dall'avvocato Berardino di Benedetto, di Margherita di Savoia.
L'azione giudiziaria nasce contro il provvedimento di diniego assunto dal Comune di Trani a firma del dirigente dell'ufficio Suap, Francesco Gianferrini, avverso l'istanza di autorizzazione presentata il 19 ottobre 2017 dalla Msg, e determinato lo scorso 11 dicembre 2018. Il Comune di Trani resisterà in giudizio difeso dal rappresentante dell'Ufficio legale, avvocato Michele Capurso.
L'istanza riguardava, come detto, 17 nuovi impianti pubblicitari, del tipo «stendardi», di superficie pari a 140 x 200 centimetri e viceversa, in posizione verticale, 200 x 140 centimetri, da collocarsi lungo alcune vie del Comune.
Il dirigente riteneva di non poter accogliere la richiesta «poiché l'ente - si legge nella determinazione consequenziale- sta attivando le procedure per l'assegnazione dei lotti secondo la disciplina del vigente Piano generale degli impianti, approvato con delibera del Commissario straordinario del 5 marzo 2015».
La Msg presentava le relative osservazioni, avverso il preavviso di diniego, nei tempi prescritti per legge, deducendo che, per la richiesta di installazione degli impianti indicati in quella in stanza, il Piano generale delle affissioni non prevedesse alcuna forma di gara ad evidenza pubblica, in quanto autorizzabili su semplice istanza di parte.
Il comune, però, non teneva conto delle osservazioni presentate dalla Msg e, a chiusura del procedimento, comunicava il definitivo diniego richiamandosi integralmente alle motivazioni rassegnate nel preavviso di rigetto.
Da qui il ricorso al Tar per illegittimità del provvedimento - per omessa e/o carente motivazione -, eccesso di potere, sviamento, illogicità e manifesta ingiustizia, nonché violazione di articoli del Piano generale degli impianti pubblicitari, oltre che dell'articolo 41 della Costituzione.
Quello della Msg non è il primo ricorso al Tribunale amministrativo regionale della Puglia per dirimere questioni legate all'impiantistica pubblicitaria stradale.
Peraltro dopo l'approvazione del regolamento, da parte del già citato commissario Iaculli, effettivamente le cose sono cambiate: meno anarchia e più rigore da parte del Comune che ha rilasciato le autorizzazioni davvero con il contagocce.
Così anche altre società, in particolare la Studiocinque outdoor, di Corato, hanno proposto ricorsi presso il giudice amministrativo, tuttora pendenti.
Di conseguenza, i provvedimenti di diniego sono risultati, finora, del tutto efficaci e gli eventuali impianti pubblicitari che si trovassero installati in vari luoghi della città devono ritenersi quasi certamente abusivi.
Il piano degli impianti pubblicitari, redatto dall'architetto Giuseppe Agostini, consiste in sette elaborati, quattro ambiti e 1715 metri quadrati di superficie su cui realizzare cartellonistica stradale. I quattro ambiti sono particolarmente selettivi sui criteri di installazione e, soprattutto, tendono ad escludere l'avvento di nuovi ingombranti 6x3, anche per il rispetto delle norme del Codice della strada.
