Difficile aspettarsi qualcosa di diverso da una strada di periferia pedonale e senza denominazione. Sostanzialmente è un vicolo, ma anche molto lungo, che collega via Barletta con via Finanzieri e costeggia importanti attività commerciali e artigianali. Molti residenti, e non solo, la utilizzano per gli spostamenti anche perché rappresenta una buona scorciatoia tra le due via precedentemente citate.
Il problema è che di sera e, soprattutto, notte, a causa della scarsa illuminazione, è diventata terreno privilegiato di gente senza scrupoli.
Le foto documentano in maniera imbarazzante il progressivo accumulo di siringhe usate da chi assume sostanze stupefacenti. E c'è persino un divano, ormai abbandonato da settimane, che sembra proprio invitare più di uno a stazionare lì.
Si parla di spaccio e consumo di sostanze stupefacenti, i residenti dicono di avere già allertato le forze dell'ordine ma, allo stato, non ci sarebbero stati interventi risolutivi: semmai, in qualche caso, una pattuglia è passata di lì, ma il risultato di liberare la zona è stato temporaneo.
Un professionista che lavora da quelle parti parla addirittura di persone che fanno la fila, non si sa bene per ottenere che cosa, o forse sì.
Di certo, qualche misura di cautela ulteriore andrebbe assunta. In primo luogo, la rimozione di quel divano e, sicuramente, anche una maggiore illuminazione che eviti di favorire coloro che si trattengono lì con finalità non certo ricreative.
Va anche detto che, accanto, vi è un'area dismessa, un'ex segheria, nella quale l'unico risultato concreto finora è stata la rimozione delle coperture in amianto dei vari capannoni. Tuttavia, il previsto prolungamento di via Papa Giovanni XXIII all'interno di quella maglia, nonché la probabile realizzazione di un centro commerciale, ancora sono lontani dall'essere realizzati.
Nel frattempo, però, la strada senza nome ha un volto. E non è certamente quello della civiltà e legalità.





