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AGGIORNATO. Consiglio comunale di Trani, De Laurentis dalla battaglia politica alle lacrime: «Accusarmi di fare i miei interessi mi ha fatto molto male». E si dimette da capogruppo

Le lacrime di Mimmo De Laurentis e l'applauso finale della maggioranza. A margine di numeri e dichiarazioni, sono proprio le sfumature dell'animo umano l'immagine più significativa del doppio consiglio comunale che ci si è lasciati alle spalle.

In quello di sabato sera, il consigliere del Partito democratico, durante il suo intervento è stato vinto dall'emozione perché precedentemente, dai banchi della minoranza, si erano levate parole poco tenere, almeno secondo il suo punto di vista.

L'ex candidato sindaco, Tonino Florio, aveva fatto i complimenti a Bottaro, dicendogli che, con maestria, stava rimettendo in linea di galleggiamento una nave prossima ad affondare, ma che comunque avrebbe fatto ancora fatica «perché adesso lei, sindaco, sta pagando le cambiali elettorali dopo avere imbarcato tanta gente che è lì non per fare gli interessi della città, ma di altra natura».

Florio non ha fatto alcun nome, ma le sue parole hanno evidentemente ferito De Laurentis, visto che la discussione in corso era nata dal suo emendamento sull'irpef.

Il capogruppo del Pd, oltre ad avere portato avanti coerentemente la sua attività politica amministrativa nonostante uno stato di salute non sempre brillante, si è sentito chiamato in causa, a maggior ragione, forse anche perché proprio lui, insieme con Nicola Ventura, è stato finora l'unico consigliere comunale ad avere contribuito versando 500 euro (Ventura 200) per il progetto «Art bonus» che prevede donazioni deducibili per il recupero degli ultimi cinquemila libri rimasti nella vecchia sede della biblioteca comunale.

Se questo è fare i propri interessi, evidentemente De Laurentiis non l'ha mandata giù e, in ogni caso, il capogruppo del Pd ha apprezzato lo sforzo dell'amministrazione comunale di venire incontro alle esigenze da lui ed altri rappresentate, sull'addizionale Irpef, «non certo in mio favore, ma dei cittadini meno abbienti. Potevamo e dovevano fare di più, ma prendo atto della mediazione adottata dal sindaco. È un inizio e, dopo anni che proponevo questa riforma, non potevo non accettare la proposta.  Il passaggio dalla aliquota fissa dell'addizionale Irpef al sistema progressivo, oltre ad attuare un principio costituzionale, comporterà una riduzione della imposta, a partire dagli scaglioni di redditi più bassi. Ribadisco, poteva e doveva essere una manovra più consistente ma il 31 marzo era l'ultimo giorno utile per adottare una qualsiasi modifica della aliquota. E ringrazio tutti per la stima».

Oggi si apprende che De Laurentis ha inviato una Pec al presidente del consiglio, con le sua dimissioni da capogruppo, ringraziando «tutti coloro che mi hanno sostenuto, malgrado tutto e tutti».


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