La sentenza di merito sarà emanata verso fine anno. Nel frattempo, però, l'istanza cautelare è stata respinta e la Sesta sezione del Consiglio di Stato, riunitasi in camera di consiglio a seguito del ricorso per revocazione di una sua stessa sentenza, per il momento resta in linea con quanto già disposto.
Infatti, le società che gestiscono la struttura alberghiera Mare Resort, in piazza Quercia, dovranno rimuovere il roof garden, oggetto del contendere, installato sul lastrico solare di Palazzo Telesio, sede della struttura ricettiva.
I giudici si sono espressi sulla richiesta, da parte delle società, di sospensione dell'efficacia della sentenza di appello. L'ordinanza ha rigettato la richiesta di sospensione e adesso si attende l'udienza pubblica che deciderà la questione, definitivamente, nel merito.
Il Consiglio di Stato aveva emanato la sua sentenza il 29 ottobre 2018, per mano della stessa Sesta sezione. In quella data il collegio romano respinse il ricorso, proposto dalle stesse società, contro la Soprintendenza archeologica belle arti e paesaggio per la Città metropolitana di Bari ed il Comune di Trani, che chiedeva l'annullamento della sentenza della Terza sezione del Tar Puglia, emanata il 28 luglio 2017, che a sua volta aveva respinto il ricorso delle due società in merito alla richiesta di permanenza della struttura.
Secondo il Consiglio di Stato, nonostante il parere favorevole della Soprintendenza, quella si occupa della compatibilità dell’intervento con i valori storico artistici espressi dall’originaria struttura del palazzo, ma la sua pronuncia non vale a legittimare alcun intervento edilizio sul palazzo stesso, in assenza di un titolo del Comune che lo autorizzi.
«Ma il collegio - scrive nel ricorso il difensore delle società, Giuseppe Macchione - è incorso in un errore revocatorio, in quanto il titolo edilizio non solo esiste, ma è stato anche ritualmente depositato in giudizio».
Da qui la richiesta non soltanto di revocazione della sentenza del Consiglio di Stato dello scorso ottobre, ma anche, nelle more del nuovo pronunciamento, l'istanza cautelare per la conservazione del roof garden nello stato in cui si trova.
Rigettata questa, però, l'attività dovrà rimuovere la struttura. Ma è anche vero che, qualora la sentenza di merito dovesse premiare le società, il danno per i convenuti sarebbe incalcolabile: la stagione alberghiera è già iniziata e quel manufatto, allo stato, resta vitale.
