L’architetto tranese Gianlorenzo di Gennaro Sclano è stato nominato referente territoriale dell’associazione “Cultura e identità” per la Provincia Barletta Andria Trani: «CulturaIdentità, costituita lo scorso 6 febbraio a Milano, da Edoardo Sylos Labini, è una associazione italiana, apartitica ma non apolitica, che promuove i valori della tradizione. Scevra da patetiche nostalgie, vuole riaffermare l’importanza della cultura della memoria, del rispetto per il passato e allo stesso modo, mettere in luce le mille risorse del Genio italico, che sino a pochi decenni fa hanno affermato l’Italia nel mondo. Lo scopo è di valorizzare il nostro patrimonio artistico, in sostegno a chi produce cultura, come detto, in difesa della nostra identità italica e di farlo in modo capillare. Tra le altre iniziative, il primo venerdì di ogni mese, viene pubblicato, come allegato al Il Giornale, il mensile CulturaIdentità».
Gianlorenzo di Gennaro Sclano è nato a Bari nel 1967, è architetto e urbanista. Pugliese di nascita, napoletano per origine familiare. Si occupa di restauro architettonico e del recupero di spazi urbani contigui alla città. Cultore di Storia dell’Architettura, ha promosso iniziative legate alla funzione sociale della propria professione come concorsi di progettazione. Ha curato mostre e convegni a carattere nazionale su architetti che hanno legato la propria opera all’Italia del Sud. Fotografo per passione, ha rivolto la sua attenzione su luoghi e architetture italiane. Ha narrato per immagini l’importanza per la memoria collettiva, della devozione religiosa, attraverso i volti dei fedeli nella mostra Misteri, i Volti della passione, del 2016, con il patrocinio del Ministero dei Beni Culturali, sui riti della Settimana Santa a Procida. Ha pubblicato per Clean di Napoli nel 2016 il volume Procida, il Palazzo d’Avalos, sulla storia e sulla riscoperta e sulla valorizzazione del sito reale di Ferdinando I di Borbone. Con Luoghi del Sud, si dedica a riscoprire l’importanza dei piccoli comuni, la maggior parte in via di abbandono, disseminati nella dorsale appenninica, vera ossatura della unicità dell’Italia e probabile risorsa per rilanciare la nostra terra.
