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Politica, Trani a capo: «Un sindaco sfiduciato e l’amministrazione più di destra degli ultimi anni»

«Bottaro non ha più la maggioranza, o almeno non la stessa che aveva nel 2015. È, di fatto, un sindaco sfiduciato da chi lo ha sostenuto». Così Antonio Procacci, portavoce del movimento Trani a capo, in una conferenza stampa indetta per chiarire il quadro politico della città e soprattutto quanto avvenuto nell’ultimo consiglio comunale. «Bottaro ha azzerato la giunta, perché non sostenuta dalla maggioranza, ma di fatto il capo della giunta è lui. Se parla di sfiducia agli assessori, parla di sfiducia a se stesso» spiega Procacci, che usa parole dure nei confronti dell’amministrazione, considerandola la più di destra degli ultimi anni. Non solo perché oggi si mantiene con i voti del centrodestra, ma anche perché in città si assiste ad una massiccia cementificazione e ad una forte privatizzazione della costa, purtroppo ampiamente documentabile e sotto gli occhi di tutti.

Sono intervenuti anche i due consiglieri comunali di Trani a capo, che hanno analizzato quanto avvenuto nell’ultimo consiglio comunale. «Quello che hanno fatto è non ammettere che siccome sono 4 anni che arrivano sotto scadenza anche questa volta lo hanno fatto» ha detto Aldo Procacci. L’emendamento di De Laurentis, quello proposto nella riunione di prima convocazione, prevedeva una reale diminuzione delle tasse. «Di fatto, il consigliere stesso ha fatto tre passi indietro ritirando tutti e tre gli emendamenti con una diminuzione della metà, proprio lui che da 4 anni si batte per questo – prosegue Procacci -. Siamo usciti fuori dall’aula per protesta. Inoltre, anche quest’anno avremo la diffida della Prefettura per l’approvazione del bilancio fuori scadenza».

Gli fa eco Maria Grazia Cinquepalmi: «La rettifica contrattuale è solo campagna elettorale, serve a buttare fumo negli occhi dei cittadini. Saremo sempre noi a restituire queste somme o con debiti fuori bilancio o con altre tasse. Siamo in piena campagna elettorale. Anche la riduzione dell’Irpef  sarà di soli 5 euro».

Insomma, l’abbassamento delle tasse divide. Ma, di fatto, a sapere la verità, saranno i cittadini. Sarà scritta sulla bolletta.


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