È davvero esecrabile che il fatto della semplice apertura di una sede cittadina dell’Anpi possa aver così turbato la placida esistenza del consigliere Lima da indurlo ad azioni e a dichiarazioni di cui avrebbe a doversi vergognare.
Prima di tutto perché le dichiarazioni e le azioni del consigliere Lima sono, esse sì, figlie di un approccio ideologico, mistificatore e di parte alla storia, sia alla storia delle persone vittime dirette ed indirette di quell’ideologia perversa che è stata il fascismo, sia alla storia reale, costituita dai fatti storici di cui bisogna tenere conto integralmente, non limitandosi a citazioni ed estrapolazioni buone solo per portare l’acqua al proprio mulino.
Al consigliere Lima consiglierei vivamente, prima di parlare male della Resistenza e dei Partigiani, di studiare e almeno di provare a cercare di capire cos’ha voluto dire prima dopo il 25 luglio 1943 e poi dopo l’8 settembre 1943 aver deciso di mettere in piedi uno stato fantoccio come la Rsi asservito alla volontà di Hitler, dando inizio ad una guerra civile combattuta contro i propri concittadini al fianco dei nazisti, dando la possibilità ad assassini e torturatori come Pietro Kock, Pietro Caruso e decine di altri di abbandonarsi ad azioni ignobili come rastrellamenti, fucilazioni, deportazioni verso i lager nazisti.
Italiani carnefici contro altri italiani per difendere la dittatura fascista. Ecco da dove è nata la Resistenza, un movimento di popolo che ha ridato dignità agli italiani, ed ecco perché, probabilmente, essa fa così tanta paura, anche 75 anni dopo, a chi si sente più vicino ideologicamente ai fascisti repubblichini che a chi li ha combattuti. Se c’è una cosa negativa nell’apertura della sezione Anpi a Trani è il fatto che essa sia avvenuta 74 anni dopo la fine della guerra e dopo il sacrificio di tanti che hanno offerto la propria vita per dare al consigliere Lima, nonostante tutto, la possibilità di vivere all’ombra della libertà in un paese democratico.
Vincenzo Cripezzi
