San Valentino è lontano quasi due mesi, alla Settimana santa mancano solo pochi giorni, ma nel frattempo le scritte lungo la parete occidentale della cattedrale sono ancora lì.
Sembrava dovessero essere rimosse da un momento all'altro, dopo la spiacevole scoperta all'indomani della notte degli innamorati, anche alla luce delle tante disponibilità manifestate da più parti a cancellare quello spray gratuitamente.
Ciononostante, l'unico risultato concreto che si è ottenuto è stato quello di cingere la zona interessata dalle scritte, rilasciate da ragazzi mai identificati, con una rete inizialmente era coperta da un telo.
Il forte vento delle ultime settimane lo ha fatto cadere, tornando a mostrare l'imbarazzante sequenza di scritte rosse su pietra di Trani bianca.
Imbarazzante anche, e soprattutto, agli occhi dei turisti che, nel frattempo in migliaia stanno arrivando a Trani, da ogni parte d'Italia e anche dall'estero.
Cosa sia accaduto per bloccare tutto è ancora difficile comprenderlo, ma sembra di dedurre che, nonostante le numerose manifestazioni di interesse a cancellare quelle scritte gratuitamente, la Curia arcivescovile abbia dovuto in ogni caso avviare una formale procedura ad evidenza pubblica.
Peraltro, la diocesi aveva sporto denuncia contro ignoti ed attivato, dunque un procedimento nel quale è entrata in scena anche e soprattutto la Soprintendenza. Così si sono allungati i tempi, e questo ha finito per rallentare le operazioni.
Morale della favola, dopo il clamore mediatico delle ore successive alla scoperta di quelle scritte, oggi emerge la necessità di richiamare l'attenzione sulla loro permanenza alquanto inspiegabile, soprattutto agli occhi dei passanti e dei tanti visitatori della cattedrale.
Non si notizia, ovviamente, neanche dell'eventuale installazione di telecamere di videosorveglianza, circostanza che, purtroppo, non pone la Cattedrale al riparo dal ripetersi di episodi analoghi anche dopo che le scritte saranno state cancellate.
A maggior ragione, tale permanente stato dei luoghi va in totale controtendenza rispetto allo splendido lavoro realizzato dalla parte opposta del tempio, che è stato oggetto di un pregevole restauro conservativo che ha fatto riemergere, in tutto il suo splendore, soprattutto il rosone che si affaccia su piazza Monsignor Reginaldo Addazi.
Si è trattato di un altro lotto di lavori, programmati da lungo tempo e che hanno progressivamente restituito lo splendore al tempio offerto a San Nicola il Pellegrino nel 1099, di cui proprio quest'anno si celebra il 920mo anniversario della sua dedicazione.
Prima s'è lavorato sulla facciata principale,poi campanile, quindi su quella orientale. Le absidi seguono a farsi baciare dal sol levante, nella loro splendida forma, ma quelle scritte continuano a gridare vendetta e, soprattutto, reclamare un'attenzione che vada ben oltre i tempi della burocrazia.




