Un lupo si prepara a cacciare e qualunque animale del bosco potrebbe andar bene per placare la sua fame. In realtà, a voler essere onesti, una preda ideale esiste: è Cappuccetto Rosso.
Come in una vera e propria visione, il lupo non trascura alcun dettaglio, vuole attirarla in un inganno perfetto, nascosto da un sentiero pieno di fiori bellissimi. Si prepara alla caccia, il lupo, ma è al contempo come se si preparasse all’incontro con la sua storica prediletta.
Tutto secondo i suoi piani, ma è scritto, tutto ciò gli costerà la vita.
Ma quello di cui parliamo non è un lupo qualunque, è The wolf, che anche quando sembra ormai spacciato… torna a rivivere.
È questa la versione della fiaba più famosa al mondo proposta dalla compagnia “La luna nel letto / Associazione culturale Tra il dire e il fare” in coproduzione con teatri di Bari e Cooperativa Crest, con la preziosa collaborazione della Compagnia Eleinad ed il sostegno della scuola di danza Artinscena. Lo spettacolo ha vinto “Festebà 2018” e il premio “Infogiovani Young & kids fit festival internazionale del teatro e della scena contemporanea – Lugano”.
Vi hanno assistito anche i giovanissimi ed attenti spettatori della scuola primaria “G.D’Annunzio” e “Papa Giovanni XXIII”, nei giorni scorsi, presso il teatro “Politeama “ di Bisceglie. Un’occasione per conoscere ed apprezzare l’abilità di Michelangelo Campanale e di un gruppo di danzatori-acrobati che hanno scelto “Cappuccetto Rosso” per raccontare argomenti legati alla vita, in maniera semplice, ma precisa. L’intreccio classico si rivela sulla scena attraverso il corpo, il linguaggio non parlato. Attraverso l’uso sapiente delle luci e dei costumi, le scene prendono forma in una danza di simboli, citazioni pittoriche (Goya, Turner, Bosch, Leonardo da Vinci), riferimenti musicali, Leonard Cohen e Guglielmo Tell, per citarne alcuni.
Per i piccoli di oggi abituati ad altre forme di realtà aumentata, è stata un’opportunità coinvolgente per comprendere cosa significhi “andare a teatro”, per interagire con gli stessi personaggi, per ritrovarsi improvvisamente “the wolf” ed i cacciatori rincorrersi tra gli spettatori, per affrontare le proprie recondite paure. E dopo lo spettacolo, la possibilità di chiacchierare un po’ con gli attori e di porre loro alcune domande e curiosità.
Barbara Carpentieri








