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«Contratto scaduto, ridateci le chiavi». Ma il Comune di Trani non ha bandito alcuna gara e, per il momento, l'edicola di piazza D'Agostino resta aperta

Si legge sempre meno, si vendono sempre meno giornali, le edicole chiudono e, a Trani, alcune sono diventate ruderi. Lo scenario è tutt'altro che piacevole e le prospettive ancora più nebulose.

Eppure c'è chi ha provato ad andare controcorrente, continuando ostinatamente a lavorare, credendo ancora nella funzione culturale e di crescita sociale favorita da quotidiani e riviste e portando avanti, anche a proprie spese, la conduzione di un chiosco comunale che, diversamente, avrebbe cominciato ad accusare i segni del tempo, magari diventando del tutto inagibile.

È il caso degli edicolanti di piazza Natale D'Agostino, che hanno speso soldi per lavori di fabbro e, agli uffici comunali, avevano chiesto anche di ingrandirsi, ristrutturando a proprie spese l'edicola pure con l'annessione un bagno pubblico, che dovrebbe esserci e non c'è: da Palazzo di città, però, hanno sempre preso tempo.

Ciononostante, l'attività è andata regolarmente avanti, anche avviando nuovi servizi paralleli alla vendita dei soli giornali, dal pagamento dei conti corrente all'attivazione di contratti di telefonia mobile.

Ecco perché è stato un autentico fulmine a ciel sereno avere ricevuto, nei giorni scorsi, l'avviso di rilascio dell'immobile giunto dal Comune di Trani, che ha invitato i gestori «a rilasciare la proprietà comunale adibita ad edicola in piazza Natale D'Agostino, oggetto di concessione in uso ormai scaduta, libera da persone e cose, presentando le relative chiavi entro l'8 aprile».

«Non ci credevamo quando abbiamo letto il provvedimento», fanno sapere Francesco e Giovanna, che conducono quel chiosco dall'8 giugno 2015, con scadenza della concessione al 31 dicembre 2018.

Dunque, già da oltre tre mesi la concessione è scaduta, ma nel frattempo il Comune di Trani non ha bandito alcuna gara per la nuova gestione del chiosco.

Pertanto, l'avviso di rilascio dell'immobile non si fonda su un procedimento alternativo già avviato, ed in presenza del quale, ove vi fosse stato, vi sarebbe dovuta essere una proroga tecnica fino alla successiva aggiudicazione. A maggior ragione, non si comprende perché, in assenza di gara, la proroga non ci sia.

Peraltro, abbandonando il chiosco, si arriverebbe ad emulare quanto già accaduto, purtroppo, in via Malcangi, dove l'edicola è chiusa da oltre un anno e, nei giorni scorsi, è stata messa in sicurezza «impacchettandola» con una rete stirata, per evitare che pezzi di lamiera cadessero sulla testa dei passanti.

A quanto s'è informalmente appreso, tuttavia, le parti si sono incontrate e sembrerebbe che l'attività almeno non sarà oggetto di alcuna brusca interruzione.

Non c'è nulla di ufficiale, ovviamente, ma sarebbe davvero singolare, oltre che anomalo, che uno dei pochi chioschi adibiti ad edicola che realmente funzionano, e che è una delle poche proprietà comunali in cui non si è mai verificato neanche per sbaglio, un caso di morosità, arrivi uno stop con scadenza immediata, che metterebbe in gravissima difficoltà chi fino ad oggi, e come minimo, ha solo onestamente lavorato.


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