Di seguito il testo della poesia "Christus resurgit", di Filippo Ungaro.
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Venite, o fratelli! Lieve e mansueto un sussurro,
sull’ali del vento, che s’inebria di azzurro,
si posa sui piani, or percorre ogni valle,
tra le balze e le rocce, per impervio calle,
sui piccoli borghi, in sparsi bianchi villaggi,
nel verde dei boschi dagli ombrosi miraggi,
e il murmure pio delle fronde devote
colma l’attesa di promesse non più remote.
Dall’oblio dell’atro Sepolcro oggi risorge
Colui che ai mali del mondo pietoso si porge:
nuova pace e di beni perenne speranza
dal Suo sangue gemmano in eterna alleanza.
Lieta Novella si spande per tutta la Terra,
tetra fu la notte, che nel dubbio il cor serra:
“Gioite, o genti”, canta, “l’attender non fu vano,
sul mondo il Redentore regna oggi Sovrano!”.
Fulga, Signore, il vessillo della Tua gloria,
sul male trionfi presaga la Tua vittoria,
mai più turpe rancore o iniquo profitto,
perdona l’uomo immemore, o mite Invitto!”.
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- Pasqua di Resurrezione- Filippo Ungaro
A.D. MMXIX
(Alla venerata memoria dell’indimenticabile
Romy, già ispiratrice di questi versi)

