Si terrà questo martedì, 23 aprile, il consiglio comunale in cui l'assemblea elettiva sarà chiamata ad approvare bilancio di previsione annuale e pluriennale 2019-2021.
Da questo provvedimento dipende la prosecuzione del mandato del sindaco, Amedeo Bottaro, poiché proprio le manovre previsionali rappresentano, per legge, una delle condizioni in assenza delle quali un consiglio comunale si scioglie, portando l'ente a nuove elezioni amministrative.
La seduta appare ancora più significativa nella misura in cui il sindaco, Amedeo Bottaro, ricostituirà la giunta comunale solo dopo l'eventuale approvazione del bilancio. È quanto lo stesso primo cittadino dichiara, chiarendo di non avere alcuna fretta nel formare la nuova squadra di governo, quanto piuttosto di confrontarsi con la maggioranza sul bilancio stesso.
«La nuova giunta? Subito dopo subito dopo il bilancio - conferma Bottaro -, ed allo stato neanche ci sto lavorando per due motivi essenziali. Il primo è perché non ho il tempo di lavorarci poiché non posso rallentare la mia azione amministrativa, soprattutto adesso che sono senza assessori. In secondo luogo - spiega ancora il primo cittadino - perché io non ho ancora fatto una verifica della maggioranza discutendo del bilancio. Si sono fatte diverse riunioni sul bilancio, ma in tutte, spiace dirlo, si è discusso poco del bilancio. Eppure, con la giunta, prima dell'azzeramento, lo schema del bilancio l'abbiamo approvato. In consiglio arriverà emendato dopo le modifiche approvate insieme sull'addizionale Irpef, ma io voglio capire se ci sono altre proposte, emendamenti, se e dove questo bilancio va modificato, ovvero se siamo tutti d'accordo».
Bottaro, dunque, chiede un confronto nel merito della manovra, dal quale sicuramente comprenderebbe se avrà, o meno, i numeri in aula per approvare il bilancio. Diversamente, potrebbero tornare buoni i voti dei tre consiglieri di minoranza - Corrado, Carlo Laurora e Merra -, che già lo hanno sostenuto in occasione dei recenti sconti su Irpef e Tari. «E solo dopo - conferma - penserò di poter mettere mano ad una giunta».
Nessuna urgenza, quindi, e neanche - almeno apparentemente - il desiderio di restare a tutti i costi in sella. Bottaro, peraltro, considera che «la politica spesso è imprevedibile e, quindi, devo anche ipotizzare che si vada a casa. Tuttavia, poiché voteremmo solo a giugno 2020, tra un commissario prefettizio per un anno ed il peggior sindaco, io sceglierei il peggior sindaco, non fosse altro perché lo ha scelto il popolo. Ritengo sia più giusto terminare il mandato così che gli elettori, alla fine dello stesso, giudichino il nostro operato con la massima obiettività».
