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Trani, in consiglio è la notte della verità. Bottaro sulle probabilità di restare in sella: «Cinquanta per cento»

«Cinquanta per cento». Nessuna dichiarazione, ma semplicemente un numero, che peraltro sembra confermare quel clima di moderato ottimismo che ha pervaso gli ultimi giorni, dopo la seduta di consiglio comunale andata deserta martedì scorso.

Amedeo Bottaro, facendo sapere che le percentuali di rimanere in sella sono del 50 per cento, mantiene la bilancia in totale equilibrio tra la l'approvazione del bilancio e la conclusione anticipata del mandato.

Il bicchiere, a questo punto, potrebbe intendersi come mezzo pieno poiché la riunione di maggioranza, convocata subito dopo la seduta di consiglio andata deserta, ed il dialogo consequenzialmente ricominciato, potrebbero avere sortito i primi effetti positivi.

Le riunioni si sono sussegyuite, mentre i vertici del Partito democratico sì sono schierati tutti a difesa di Bottaro e della maggioranza a guida Pd, invocando un comune senso di responsabilità.

A quanto s'è appreso, nella riunione di maggioranza precedente alla prima convocazione del consiglio sul bilancio, il dirigente dell'Area finanziaria, Michelangelo Nigro, aveva spiegato  che la manovra, in armonia con i nuovi principi contabili, è stata impostata su una previsione di entrate media, mentre numerosi emendamenti presentati dalla parte della maggioranza più intransigente vorrebbero fare abbassare quella soglia.

Anche il parere favorevole dei revisori dei conti fa riferimento all'entrata media prevista dal dirigente, ma i «dissidenti» chiedono a Bottaro proprio quel coraggio che ancora non si sarebbe visto: non più un bilancio tecnico, ma questa volta davvero condiviso, trovando insieme correttivi e soluzioni.

La posizione dei vertici del Pd è di disponibilità, ma non nell'immediato: il bilancio è un documento suscettibile di integrazioni e miglioramenti successivi, ma adesso va approvato tal quale per evitare il grave errore di mandare a casa un sindaco che, per il partito, sta facendo bene.

Ed è su questo, dunque, che si cerca di trovare una soluzione che, pur passando da una rivisitazione della giunta in linea con la nuova maggioranza che si andrà a determinare, non perda di vista la realtà.

Di certo, Bottaro ha bisogno di 17 voti, compreso il suo, per approvare il bilancio di previsione. E, se alla vigilia della prima convocazione il numero era 16, è molto probabile che oggi, in occasione della seconda adunanza (ore 17, palazzo Palmieri), il numero salga a 17, condizione necessaria e sufficiente per approvare il bilancio e proseguire il mandato.

Esclusa dallo stesso sindaco l'ipotesi della ricostituzione del Consiglio di amministrazione di Amiu, che resterà con i solo amministratore unico, ed escludendo anche un rimpasto nel Cda di Amet, resterebbe la sola rivisitazione della giunta comunale a garantire l'equilibrio tra le varie componenti della maggioranza.

Una coalizione di governo che, in ogni caso, si prepara ad essere sensibilmente diversa rispetto a quella eletta dai cittadini a maggio 2015 poiché, fra i voti favorevoli, dovrebbero esservi quelli dell'ex candidato sindaco, Carlo Laurora, e dell'ex presidente facente funzioni della Bat, Giuseppe Corrado: entrambi sono tuttora organici alla minoranza, ma già hanno sostenuto Bottaro in occasione dei recenti sconti su Tari e addizionale Irpef.


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