ASCOLTA LA RADIO FM 101 Mhz
Radiobombo
DAL 1978 LA RADIO DI TRANI - DAL 1999 IL PRIMO GIORNALE ONLINE DI TRANI

Antonio Flora ci guida alla scoperta del Centro fisioterapico Tarantini: Trani, là dove la salute diventa eccellenza

A Trani, recentemente, è sorto un luogo di eccellenza al servizio della salute: è il Centro fisioterapico Tarantini, convenzionato con la Asl Bt.

La struttura si occupa di percorsi di riabilitazione articolati, modellati sulla base di ciascun paziente, ma offre anche il nuovo servizio per risolvere le problematiche riguardanti l'incontinenza urinaria maschile e femminile.

A disposizione degli utenti, nuovissime attrezzature e la massima professionalità di medici e tecnici della riabilitazione.

Questo, e molto altro ancora, fa del Centro fisioterapico Tarantini il più innovativo ed avanzato del territorio, perfetta espressione di vent'anni anni di tradizione, oggi più che mai valorizzati nella nuova sede presso l'ex area Lapietra, in via Giuseppe Pietrarota, ex 115ma strada a denominarsi.

Al vertice della struttura un professionista che nella sanità si è affermato ovunque, accostando il suo nome anche ad altre iniziative, imprenditoriali e non.

È il dottor Antonio Flora, che incontriamo nel suo studio, situato al primo piano  della sede del centro, mentre sono in piena attività i 40 fisioterapisti che si occupano dei numerosi pazienti, i medici fisiatri che esaminano le varie patologie e predispongono i relativi programmi terapeutici, e le addette al “boreau” che smistano le pratiche amministrative.

***

Dottor Flora, ci racconti un po’ di lei e attraverso un breve curriculum vitae. Ci illustri la sua carriera di imprenditore che, crediamo, risalga ai primi anni Ottanta.

Io sono nato a Bari, purtroppo nel lontano 1946, e vivo nella stessa città con mia moglie, che mi segue con immutato amore e dedizione da circa 45 anni. Mi sono laureato in Giurisprudenza a 22 anni e sono stato subito incaricato con decreto ministeriale quale assistente alla cattedra di Diritto penale presso l’Università di Perugia.

Nel 1970, dopo avere conseguito un secondo diploma di laurea in Scienze politiche, sono stato assunto presso l’Ente Regione Puglia dove sono stato componente dell’Ufficio di Gabinetto del presidente e segretario della Commissione sanità, segretario del gruppo consiliare della Dc, Capo dell’Ufficio gabinetto dell’assessore regionale alla Sanità (rendemmo operativa in Puglia la riforma sanitaria nel 1978).

Nel 1981, dopo essermi dimesso dalla Regione Puglia, ho fondato con due suoi soci un’azienda avente per oggetto la gestione di case di cura private e centri di riabilitazione. Era una grossa famiglia con oltre 1200 dipendenti di cui sono stato amministratore delegato fino al 1992, quando ho ceduto le mie quote di partecipazione societaria e mi sono dedicato alla realizzazione di strutture per anziani disabili: ne ho realizzate quattro, a Bari, cedute nel 2008 ad una multinazionale francese, la Segesta /Korian spa.

Nel 2015 ho perfezionato l’acquisto del Centro di riabilitazione Tarantini, allora di proprietà del dottor Vitantonio Tarantini, ed ho affiancato a questa attività un centro diurno per l’assistenza ai malati di Alzheimer a Barletta (Casaluna).

Vorremmo ora conoscere come nasce il rapporto tra lei e Trani, e quali sensazioni le ha trasmesso la nostra città, perché molti di noi sanno che qui ha svolto due ruoli altrettanto significativi, ma molto distanti tra di loro.

In realtà, devo confessare che l’incontro con questa città, che ritengo tra le più belle d’Italia, e di cui è molto facile innamorarsi, è stato molto casuale, legato al mondo sportivo e al calcio, la mia passione per oltre 15 anni.

Nel 2008 avevo appena terminato un quadriennio alla presidenza del Barletta calcio, portando la squadra dal campionato di Promo-zione alla serie C, con una cavalcata che è stata poche volte ripetuta nella nostra Regione e che aveva suscitato grandissimi entusiasmi tra appas-sionati locali ed imprenditori che sostenevano questa mia iniziativa.

Per la mia innata voglia di mettermi sempre alla prova, quando mi fu proposto di acquistare la società calcistica del Trani, che veniva fuori da momenti molto difficili sia finanziarie che gestionali, ho mollato tutto e mi sono lanciato in questa iniziativa con il supporto dei miei soliti collaboratori tecnici.

Ebbene, questo è stato il primo incontro con la città di Trani, ho trovato una tifoseria affabile, corretta, sincera ed appassionata a tutti i livelli, un sindaco (il dottor Giuseppe Tarantini) disponibile quantomeno a considerare con estrema attenzione i problemi connessi alla gestione di una complessa attività sportiva ed in più ho scoperto che a Trani si mangia in maniera meravi-gliosa.

Locali dal nome altisonante, stelle Michelin, trattorie, ristorantini, insomma in questa città è difficilissimo non mangiar bene ed io purtroppo ho un debole per la buona tavola.

Abbiamo vinto al primo tentativo il nostro campionato, siamo arrivati in serie D, insieme al sindaco abbiamo cercato di raccogliere intorno a questa nuova avventura dei compagni di cordata che sostenessero un nuovo sforzo economico ma purtroppo non siamo riusciti a ottenere il risultato per cui, a malincuore, ho dovuto lasciare ad altri la società sportiva.

Devo confessare che tale scelta è stata fatta con molta amarezza e dopo lunghe riflessioni non sempre piacevoli e non sempre facili da guardare da ogni lato, però posso assicurarvi che, anche oggi, dopo circa 10 anni, molti tranesi di qualsiasi ceto mi riconoscono per strada, mi invitano a ritornare al più presto per risollevare le sorti sportive della città e questo mi rende orgoglioso per il lavoro, l’impegno ed il denaro che ho profuso in quei tre anni.

Nel 2015, invece, ho conosciuto tramite amici tranesi il dottor Vitantonio Tarantini, noto ortopedico di Corato che da oltre vent’anni gestiva un centro per la riabilitazione nei pressi del Municipio.

Purtroppo, dopo un lungo periodo di grandi risultati economici, si era trovato nella morsa della recessione e delle drastiche riduzioni dei supporti finanziari regionali a seguito delle quali era imminente la chiusura definitiva dell’attività, con conseguente licenziamento di tutti i dipendenti.

Il dottor Tarantini era stanco, in precaria situazione di salute e in breve mi ha ceduto la sua struttura che necessitava tuttavia di sostanziali stravolgimenti per poter stare al passo con i tempi, per poter offrire un servizio migliore alla città e al distretto sanitario intero e per poter sistemare de-finitivamente la lunga vertenza che si era creata con il personale dipendente che aveva perso ormai le speranze di poter conservare il proprio lavoro che svolgeva da tanto tempo.

Ebbene, con l’aiuto e la collaborazione del dottor Fabio Sterlacci, mio prezioso alter ego, posso dire che in meno di quattro anni abbiamo trovato una splendida sede, abbiamo completamente sostituito l'attrezzatura tecnologica con apparecchi all'avanguardia, abbiamo raggiunto un accordo solido con tutto il personale, lo abbiamo addirittura integrato con nuove assunzioni.

Oggi il Centro Tarantini è un’eccellenza sanitaria di cui la città di Trani deve essere orgogliosa, perché esso è uno dei 70 più importanti centri nel mondo per apparecchi medicali, numero di personale addetto e planimetria della struttura (oltre 1000 metri quadrati).

Moltissimi medici di base e specialisti ci onorano della loro stima trovando per i loro pazienti (circa 280 al giorno) prestazioni fornite con la massima professionalità, cortesia, e vorrei dire affetto.

Un’ultima domanda: ci dice qualcosa sui suoi progetti futuri?

Una persona di 74 anni non è certo un giovane, non è ancora un vecchio, però sicuramente un anziano, anzi, un “avanzato anziano”, per cui non sarebbe serio fare progetti di lunga portata.

Io credo che i progetti camminino, come ha detto qualcuno migliore di me, sulle gambe degli uomini, e le mie gambe sono quelle dei figli.

Io ne ho due. La primogenita, Alessandra, ha un albergo a Firenze. Non so quali saranno i suoi progetti futuri. Il secondo, Giorgio, ha una struttura per anziani molto famosa a Bari, la Rsa Adriatica, oltre a due centri diurni per disabili.

Per questo, credo che tra qualche anno qualcuno di loro dovrà portare avanti le aziende, in particolar modo quella di Trani che è molto impegnativa da sostenere dato il livello di qualità raggiunto. La voglia che ha caratterizzato la mia vita, e che spero di aver insegnato ai miei figli, è di migliorarsi sempre e comunque.

(articolo pubbliredazionale)


Notizie del giorno

Alta marea anomala, l'acqua invade il piazzale della Lega navale Vento impetuoso, giù tre alberi: nessuna conseguenza Emergenza vento: villa comunale chiusa, verifiche sul verde pubblico Patronale, diffuso il programma: «Sarà festa della meraviglia» Caso fotografo, parla il legale: «Adulterio scoperto e macchinazione ai suoi danni, altro che stalking» Battiti, accertati danni in piazza Quercia. Galiano in radio: «Riparandoli, si ripulirà anche la pavimentazione» Campane, appello Amiu ignorato: ecco i primi abbandoni selvaggi. Galiano: «Saremo severi» Il Trani si è radunato e profuma di rosa: un abbonato su cinque è donna Memorial Avantario, lo Sporting ricorda il «sindaco gentiluomo» con il tennis TRANINCHIARO. Maggioranza compatta, ma ai vertici perde un’occasione politica «Ripartire dal mare per rilanciare la blue economy»: il talk di Forza Italia con sindacati e categorie Oasi è tornata in centro: nuova sede e servizi per anziani e migranti Sant'Anna, prosegue il percorso verso la festa Regolamento dehors, oggi incontro in biblioteca per illustrarlo e confrontarsi Rotary e giovani, oggi in biblioteca confronto sul futuro del volontariato digitale "Dove il futuro mette radici": focus su giovani, lavoro e sviluppo della Puglia questo mercoledì in biblioteca Cultura incontra città, per «Agorà» di Tranensis domani Trifone Gargano Ottocento anni di memoria francescana: Fondazione Seca porta in piazza Duomo il 22 agosto il musical «Forza venite gente» Siepi, taglio in corso. Fino alla prossima emergenza Finti benefattori trasformano marciapiede in discarica: «Quando ho preso la targa è fuggito» Galiano in radio: «Calice soppresso? Non è ancora detto». E riapre al Giullare Ponte sulla Trani-Andria, si varano le travi: disagi fino a fine mese «La notte dei figli delle stelle», Trani unita nel nome di Saverio Prosegue il progetto "Il Sogno di Angelica": da Trani al Kenya la solidarietà non si ferma Stalking contro ex genero, chiesto giudizio per fotografo tranese Emergenza caldo, gli ingegneri Bat: «Sicurezza cantieri sia parte integrante della progettazione» Emergenza caldo, Merra (Gs) pensa anche agli animali: «Si tutelino con idonee misure» Da Kubrick a Hitchcock, passando per Antonioni: torna «Cinema fuori museo» di Fondazione Seca