Sabato 4 maggio alle 18.30 presso la libreria Luna di sabbia, in via Mario Pagano 193, presentazione del libro “Satyrandroide”, di Gianpaolo Roselli. Dialogherà con l'autore, Vito Amendolagine.
Il libro. Che cosa signica “essere vivi”? Qual è il confine tra la vita e la non vita? I protagonisti di questa storia sono androidi. Che provano emozioni. Eppure sono fuori dal circuito vita: sono macchine e le macchine, si sa, non provano emozioni. Satyrandroide è la storia di un viaggio che inizia nelle profondità dello spazio e continua per le colline e i borghi del Mezzogiorno; è la storia di Ulisse, ma anche di Beowulf e di Charlot, e di tanti altri androidi, che per salvarsi – ognuno dalle proprie sofferenze – provano la loro capacità a essere vivi, sfidando quel confine sottile che separa la vita dalla non vita. Nel farlo porteranno a galla il complicato e controverso rapporto che lega gli androidi agli umani, visti – a torto o a ragione – come modelli di perfezione a cui tendere. C’è in gioco, il riconoscimento di una loro, propria, “umanità”.
L'autore. Ama da sempre inventare storie, raccontarle, evocarle. I suoi racconti sono usciti su diverse riviste letterarie nazionali, come Toilet, Inutile Opuscolo Letterario, Atlantidezine, e su antologie come Racconti d'Estate della Ensemble.
È cresciuto a pane, Poe e Dylan Dog, ma se deve citare stelle che, più di tante altre, gli hanno indicato il cammino come autore, direbbe Marquez, Hugo e Calvino. Al posto della Bibbia metterebbe l'Odissea. Ha lavorato per testate giornalistiche locali e universitarie, ha scritto di heavy metal per Lumeen.it e Satyrandroide è il suo primo romanzo.
