«Sono tante le domande che ho ricevuto, ma in particolare una: "Perché non sei stata riconfermata nella giunta?"». Così Debora Ciliento, sul suo profilo Facebook, all'indomani della ricostituzione della giunta comunale, di cui non fa più parte.
Del primo esecutivo di Bottaro è rimasto solo Felice Di Lernia, mentre la Ciliento, nonostante il buon lavoro portato avanti per quasi quattro anni, è rimasta sacrificata sull'altare di nuove logiche politiche in cui non sarebbe più potuta rientrare.
«Ho raccolto le lacrime di chi vive ai margini della società - racconta - versato io stessa lacrime perché spesso mi sono sentita impotente di fronte a chi vive nella disperazione più totale, ho proposto e condiviso con una visione diversa delle politiche sociali, partendo dal mettere al centro i bambini vero patrimonio della nostra città. Ma la politica è anche fatta di accordi, strategie, equilibri, e sono proprio queste dinamiche che hanno tenuto fuori me, ma rischiano anche di allontanare le persone dalla stessa politica».
Secondo Ciliento, «le logiche del cambiamento, che tanto si cerca di proporre, dovrebbero partire proprio di qui ma purtroppo così non è stato. Di certo io, come altri ex colleghi, siamo stati necessari, ma nessuno è stato indispensabile. Sono però certa che la nuova giunta continuerà il proprio lavoro, avendo come obiettivo chiaro il bene della città, mentre io non smetterò di fare politica».
Bottaro, a sua volta, ricostruisce così: «Io non parlerei neanche di esclusione. Semplicemente abbiamo deciso insieme con il Partito democratico, e con il coinvolgimento della stessa Debora, di reclutare nell'esecutivo, direttamente, molti componenti del consiglio comunale. Adesso il Pd ha in giunta tre ex consiglieri comunali (Avantario, Cormio e Nenna, ndr), e la riconferma di Debora era impossibile perché, avendo deciso tutti insieme questo metodo, non si poteva derogarlo con lei, che invece non è mai entrata nel consiglio comunale».
Cionostante, sempre a detta di Bottaro, «Debora Ciliento è un patrimonio del Partito democratico e di tutto il centrosinistra, tanto che nel frattempo ha iniziato un percorso importante nell'assemblea nazionale del Pd. Per questo motivo, non si legga la mia scelta come una bocciatura perché, al contrario, ha lavorato benissimo e, anzi, offerto tutta la disponibilità pere far sì che il nuovo assessore (Patrizia Cormio, ndr) sia posto nelle migliori condizioni possibili di proseguire il suo lavoro».
