Erano arrivati a chiamarlo «canile lager». Di certo, non era una struttura adeguata alle nuove norme, ma fu anche sfortunatamente coinvolta in un'autentica alluvione, avvenuta a dicembre 2013, che rischiò di trascinare con sé i circa 600 cani che vi erano custoditi. Una corsa contro il tempo, da parte dei volontari, salvò gli animali trasferendo quelli in maggiore difficoltà in altre strutture e poi pian piano liberando il canile, nel frattempo finito sotto sequestro e custodia giudiziale.
Il timore che quella struttura chiudesse per sempre era più che fondato, ma la caparbietà di qualcuno ha fatto sì che quella storia, oggi, si riscriva e cambi decisamente.
Domenica scorsa, con una piccola cerimonia di riapertura ed un nuovo nome: «Canile rifugio pensione Salice-Casa Britex». La struttura sorge in agro di Trani, in contrada San Tommaso, a pochi passi dalla Strada provinciale 231, ed è autorizzata sia dal Comune di Trani, con provvedimento del 2016, sia dalla Regione, grazie all'adeguamento alla legge 32 del 2015. Le ulteriori autorizzazioni sono di Asl Bt e Provincia di Barletta-Andria-Trani.
Questi i servizi offerti: asilo; pensione; educazione canina; classi di socializzazione; dog sitting a domicilio e presso strutture ricettive convenzionate; formazione; mobility dog; area sgambamento e gioco; area picnic; piccola toilette.
Il nuovo conduttore fa riferimento all'associazione Era ambiente, di Andria, che fra gli altri servizi di cui si occupa forma nuove guardie zoofile ambientali.
E proprio una guardia zoofila, Antonella Marolla, è la responsabile della nuova conduzione, vantando un notevole bagaglio di esperienze, anche e soprattutto come agente di Polizia locale, a Trani, che si occupava specificatamente del randagismo.
Non ebbe la fortuna, insieme con tanti altri colleghi, di essere stabilizzata dopo la fine del contratto nel 2013. Recentemente lei e gli altri ex vigili ha avuto un risarcimento dal Tribunale del lavoro, ma non c'è ricompensa più bella che vedere la propria passione ripagata sul campo.
Dopo che il canile fu dissequestrato, il proprietario, Vito Malcangi, l'ha rimesso in sesto seguendo pedissequamente le direttive di Regione e Asl: nuovi box con metrature innalzate; coperture; coibentazioni ed altro ancora. I posti oggi sono «solo» 200, ma tutti nuovi e confortevoli.
«Dopo avere fatto eseguire quei lavori - racconta Marolla - per anni il proprietario ha cercato qualcuno che conducesse la struttura, ma nessuno ha avuto il coraggio di farlo. Io quel coraggio l'ho trovato sia per l'esperienza pregressa, sia per la mia indole naturale».
Oggi, dunque, il canile funziona come pensione privata, ma anche, e soprattutto, a disposizione delle associazioni che salvano cani randagi dal territorio, se ne vogliono occupare e, qui, trovano ospitalità: «Noi e le altre associazioni - spiega Marolla - preleviamo cani in situazioni di disagio e pericolo, li vacciniamo e curiamo e poi li diamo in adozione in tutta Italia».

















