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Consiglieri di Andria non ancora decaduti, ed il nuovo consiglio di Barletta-Andria-Trani non può partire

Il consiglio provinciale si avvita su se stesso e ancora non parte. Infatti, la conclusione anticipata del mandato di Nicola Giorgino, ad Andria, ha determinato conseguenze imprevedibili che si sono ribaltate sull'assemblea della Bat, ingessandola al punto da non poterne riavviare i lavori nella sua nuova composizione.

La seduta programmata per ieri mattina non s'è tenuta per mancanza del numero legale, avendo i consiglieri della maggioranza di centro-destra, riconducibili alla lista insieme per la Bat, fatto mancare il quorum per l'effettuazione della seduta.

Mossa tattica di carattere tecnico, e non politico, poiché è da chiarire la questione dei consiglieri comunali di Andria che, ad oggi, risultano sospesi e non decaduti: infatti si è tuttora in attesa del decreto di scioglimento del consiglio comunale andriese.

Di questo si erano accorti gli uffici della Bat, inducendo il presidente facente funzioni dell'assemblea , Pasquale De Toma, a rinviare il consiglio provinciale, già convocato lo scorso 9 maggio, a ieri, 13 maggio, per procedere ad ulteriori approfondimenti riguardanti le surroghe.

E così, mentre quella seduta prevedeva la surroga dei tre consiglieri comunali di Andria e dell'ex consigliere comunale di Trani, Carlo Avantario, del Partito democratico, decaduto perché diventato assessore, quella di ieri prevedeva la surroga del solo Avantario.

Peraltro, la convocazione è stata trasmessa ai consiglieri andriesi sospesi per conoscenza, creando confusione istituzionale ieri mattina, in Provincia, poiché gli stessi si sono presentati formalizzando note all'indirizzo del presidente.

«Mi sono limitato a seguire pedissequamente l'istruttoria predisposta dagli uffici», si limita a dichiarare De Toma, mentre i consiglieri comunali sospesi hanno polemizzato non poco soprattutto perché, in queste condizioni, la Provincia, già di per sé ridimensionata dopo il declassamento ad ente di secondo livello, non sarebbe in grado di rilasciare alcun servizio ai cittadini.

Non è dato conoscere quando vi sarà una nuova convocazione dell'assemblea: dipenderà dal formale decreto di scioglimento del consiglio comunale di Andria e, solo in quel caso, potranno accomodarsi in consiglio i subentranti Barbara Costabile per Avantario (Pd), Rosa Cascella per Lorenzo Marchio Rossi (Pd), Giuseppe Arcangelo Di Paola per Gennaro Lorusso (Insieme per la Bat) e Giuseppe Corrado per Laura Di Pilato (Fronte democratico).

Altro motivo di incertezza, alla base di un quesito trasmesso a Ministero e Prefettura, e per il quale ancora non è giunta risposta, è quello della surroga con candidati consiglieri che abbiano riportato zero preferenze, come Cascella: anche questo potrebbe essere motivo di ulteriore stallo.

L'unica certezza è legata al fatto che, quando il consiglio provinciale dovesse ricostituirsi, sarà monco di una unità: infatti, la surroga di Giovanna Bruno non sarà possibile avendo il Pd terminato con Cascella la sua lista.


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