“Hortus conclusus”. Come enuncia il nome stesso, si tratta di una zona verde in genere di piccole dimensioni, circondata da alte mura, dove i monaci coltivavano essenzialmente piante e alberi per scopi alimentari e medici. Questa tipica forma di giardino medievale viene riproposta con funzioni espressamente decorative ed evocative dalla classe 5^B, indirizzo arti figurative, e 5^C, indirizzo scenografia, del Liceo artistico Federico II di Corato (Ba).
Per evidenziare l’autenticità di questo paradiso delle delizie e dei piaceri della vita è stata progettata un'installazione di rivisitati capitelli corinzi, i quali hanno il compito di simboleggiare l’appariscenza della flora, su delle elaborate colonne adornate (che nella simbologia primordiale alludevano a tronchi d’albero).
I capitelli, come segno di omaggio alla natura, sono dei anche copricapi nati dalla costruzione del dodecaedro stellato archimedeo, un solido formato da dodici piramidi pentagonali, e dalla passione vivace per il mondo vegetale, espressa in decorazioni floreali. L’equilibrato connubio tra la schematica combinazione geometrica e la forte ammirazione per il complesso naturale, ha dato vita all’odierna costellazione esclusiva e dinamica di freschi e rigogliosi fiori.
Nello specifico il professore Paolo Desantoli ha coordinato le fasi progettuali ed esecutive, con la realizzazione a cura degli allievi: Simona Balducci, Mattia Buonvino, Ivonne Cortellino, Martina D’Imperio, Alessia D’Introno, Alessia De Nigris, Barbara De Veteris, Davide di Lernia, Brian Giorgio, Angela Iannone, Miriana Laminafra, Mauro Leone, Marialuisa Malcangi, Luciana Mastrototaro, Marina Montaruli, Arianna Occhionigro, Chiara Pastore, Arianna Ronchi, Simona Scarcelli, Francesca Scoccimarro, Morena Simone, Mauro Simone, Alessia Dalto, Michela La Rosa, Eleonora Sellitri, Felisia Matera, Lucia Saulle, Alessandro Quagliarella, Romana Papagno.
Il dirigente scolastico Savino Gallo ha interagito con gli enti esterni, specificamente per il luogo d’esposizione: Palazzo delle Arti "Beltrani".
L’installazione è visionabile fino al 30 giugno.


