L'ex vice presidente del Trani, Alberto Altieri, è di nuovo in libertà. Infatti, ieri, il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Trani, Lucia Anna Altamura, ha disposto la revoca dell'ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari a carico di uno dei dieci indagati nell'inchiesta «Chiavi della città», condotta da Procura di Trani e Guardia di finanza.
Il Gip, anche con il parere favorevole del pubblico ministero titolare del fascicolo, Silvia Curione, ha ritenuto cessate le esigenze cautelari sulla base di ulteriori, nuovi elementi prodotti dal difensore di Altieri, l'avvocato Amleto Carobello.
Altieri, sottoposto a misura cautelare lo scorso 17 maggio, era stato ascoltato il 24 maggio e, all'esito dell'interrogatorio di garanzia, il Gip aveva confermato i domiciliari.
Ciononostante non vi è stato bisogno di procedere con l'istanza al Riesame, che pure era stata depositata, ma alla quale va da sé che adesso Carobello rinunci. E tanto è bastato per indurre il legale ad esprimere «soddisfazione per il provvedimento adottato, evidentemente frutto di nuove valutazioni, di cui prendiamo atto con favore».
Non si hanno ancora notizie relative all'eventuale revoca e/o all'attenuazione delle misure cautelari a carico degli altri quattro, principali indagati: l'ex presidente del Bari calcio, Cosmo Antonio Giancaspro, tuttora ristretto nel carcere di Trani; il presidente della società calcistica cittadina, Michele Amato; il tesoriere del club, Michele Bellomo; Emanuele Mosconi, uomo di fiducia di Giancaspro.
Sia loro, sia Altieri, vengono indicati dagli inquirenti come un gruppo che, attraverso il calcio, avrebbe voluto compiere affari e aggiudicarsi appalti in città, con la presunta compiacenza della pubblica amministrazione.
Infatti, nella stessa inchiesta, sono indagati anche il sindaco, Amedeo Bottaro, il consigliere comunale, Diego Di Tondo, l'ex segretario generale, Carlo Casalino, il dirigente ed il funzionario del Settore sport, rispettivamente Leonardo Cuocci Martorano e Pasquale Ferrante.
La Procura contesta agli indagati, a vario titolo, i reati di associazione per delinquere, autoriciclaggio, appropriazione indebita aggravata, riciclaggio, peculato in concorso e abuso d'ufficio in concorso.
Nel frattempo l'avvocato Mario Malcangi, difensore del sindaco, Amedeo Bottaro, nei gironi scorsi ha depositato al Tribunale del riesame delle misure cautelari reali l'istanza per il dissequestro dei beni per equivalente disposto a carico del primo cittadino, in solido con altri indagati: si attendono tuttora le decisioni in merito.
