A distanza di quasi quindici anni dalla collocazione, il cippo commemorativo di piazza Caduti di Nassiriya è stato in più parti imbrattato dalle scritte rilasciate con il pennarello da ignoti, presumibilmente ragazzini.
Non è dato conoscere da quanto tempo quelle scritte siano lì, ma il cronista ha potuto notarle soltanto nella giornata di ieri e, ove mai già fossero presenti da più tempo, la mancata segnalazione da parte dei residenti, e/o tantissimi cittadini che pure da lì transitano, sarebbe un segnale non meno preoccupante rispetto al già deprecabile gesto di turbare la memoria delle vittime della strage del 12 novembre 2003 in Iraq.
Il cippo, collocato all'interno dell'aiuola al centro di quella piazza, oggetto di restyling a marzo 2004, fu ufficialmente inaugurato il 12 novembre di quell'anno, in occasione del primo anniversario della strage, nel cuore di una cerimonia con le principali autorità religiose, militari e civili.
Vi prese parte, anche, il carabiniere Antonio Altavilla, che ricordò a voce i nomi dei 19 italiani, fra militari e civili, morti nell'esplosione della caserma della città irachena a causa di quell'attentato, cui miracolosamente scampò.
Altavilla accolse favorevolmente l'invito dell'amministrazione comunale di Trani a fare parte di quella manifestazione, cui parteciparono tantissimi bambini e ragazzi.
Oggi, decisamente con meno favore, sia lui, sia la comunità cittadina, prenderanno atto del fatto che la progressiva decadenza di istruzione e valori mina progressivamente i simboli della storia e del ricordo.






