C'è un doppio disegno a Trani: quello che imbratta la città e, attraverso l'effetto di questa azione, farla assurgere di volta in volta a cattivo esempio a livello nazionale. È accaduto con la cattedrale e potrebbe accadere ancora questa volta, sebbene la risonanza mediatica potrebbe essere decisamente minore.
Di certo, il fenomeno delle scritte su muri, monumenti e simboli della storia non accenna ad arrestarsi e, questa notte, ignoti - ma fino a un certo punto - hanno rilasciato scritte con vernice spray sui muri di via Dogana Vecchia, nuovissima area pedonale compresa tra via Beltrani e piazza Mazzini, e che congiunge la prima con via Porta Antica attraverso un autentico tunnel fra archi.
Il primo, quello ottocentesco fatto realizzare da Filippo Gattola, accompagna il passante/visitatore fino ai piedi della chiesa di San Donato e della sua storica Torre dell'orologio, in un percorso fra la storia e nella storia.
Ebbene, tutto questo è stato deturpato da scritte inneggianti a Satana, simboli fallici, ritratti di uno dei possibili imbrattatori, ma anche due nomi e cognomi che potrebbero essere non certo di fantasia, e sulla base dei quali sarebbe il caso di avviare un'indagine alla ricerca dei responsabili.
Difficile che i protagonisti della folle bravata siano stati ripresi da telecamere, circostanza che essi stessi potrebbero avere verificato prima di dare sfogo alla loro demenza, ma è anche vero che un gesto così grave non può passare inosservato e merita, oltre lo sdegno immediato, una reazione tempestiva e risoluta da parte delle autorità competenti.



