Con riferimento alla notizia di cronaca del 14.06.2019, vi contesto che non corrisponde al vero quanto riportato e cioè testualmente: «Villa Turrisana, sequestro ed inchiesta furono legittimi» (titolo notizia); «Dunque, l'inchiesta su villa Turrisana fu condotta correttamente e legittimo fu il sequestro del bene, eseguito il 13 ottobre 2011 dalla polizia locale quale organo di polizia delegata dalla Procura della Repubblica di Trani»; «Così si è espresso il Presidente della sezione penale del Tribunale di Trani, Giulia Pavese, nella sentenza che ha scagionato gli imputati...».
All'udienza del 12/06/2019 è stato letto, come per legge, esclusivamente il dispositivo della sentenza che dispone esclusivamente l'assoluzione degli imputati e la remissione alla Procura dell'ipotizzata falsa testimonianza del Betti. Per cui non corrisponde assolutamente al vero asserire che «così si è espresso il Presidente della sezione penale del Tribunale di Trani, Giulia Pavese, nella sentenza...».
Con riferimento alla legittimità dell'indagine e del sequestro ed a tutto quanto riportato nelle prime righe dell'articolo in questione, poiché il Tribunale non ha motivato il dispositivo e al di fuori di quanto riportato in esso non è stato dichiarato nulla, e infatti, come poi riferito alla fine dell'articolo, la motivazione è stata rinviata di 90 giorni, le affermazioni sulla legittimità dell'inchiesta giudiziaria di Villa Turrisana sono frutto di mere illazioni fantasiose del redattore dell'articolo, almeno ad oggi, non potendo essere riferite al Tribunale la cui motivazione dell'assoluzione si conoscerà solo fra 90 giorni.
Essendo in pacifica violazione del diritto di cronaca e dei suoi limiti di legge e giurisprudenziali, salvo il risarcimento del danno e la lesività dell'onore e della reputazione del sottoscritto, si chiarisce che, al momento il Tribunale di Trani non si è espresso sulla legittimità dell'inchiesta giudiziaria e del sequestro di Villa Turrisana, avendo riservato la motivazione dell'assoluzione dei tre imputati, Antonio Modugno. Antonio Recchia e Giovanni Bruno nel termine di 90 giorni dal deposito del dispositivo all’udienza del 12/06/2019, e pertanto non sono ancora conosciute le ragioni dell'assoluzione.
Ingegner Ugo Betti
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(n.a.) Prendiamo atto della nota dell'ingegner Betti ed attendiamo, insieme con lui, il deposito delle motivazioni per verificare quanto «fantasiosa» sia stata la ricostruzione dei fatti che il professionista, legittimamente, contesta.
