Il sindacato Co.s.p. denuncia l’ennesimo suicidio che ha visto come protagonista nelle ore scorse un poliziotto penitenziario in servizio a Vigevano mentre fruiva del periodo di congedo ordinario in Sardegna, terra natia del suicida. L’uomo si è tolto la vita con l’arma di ordinanza, un tragico ripetersi inspiegabile e inaccettabile dell'ultimo estremo gesto anche se si sconoscono le cause.
Restiamo sbigottiti di fronte a queste notizie che ci lasciano senza parole, possiamo solo ricordare i 50anni di quest’uomo, al servizio della polizia penitenziaria che lascia la propria famiglia e i suoi cari.
La nostra solidarietà oltre che alla famiglia dell'Assistente capo coordinatore va a tutti i colleghi di Vigevano. Da tempo denunciamo la totale assenza delle Istituzioni e le criticità presenti nei penitenziari italiani con i loro 64mila detenuti. Le carenze strutturali, i turni massacranti che vengono programmate sistematicamente su 8 ore e anche su 12 quando trattasi di servizi armati e di vigilanza piantonamenti e traduzioni, il sovraffollamento delle carceri e le oltre 12mila unità di Polizia Penitenziaria mancanti dimostrano come gli ambienti di lavoro incidano pesantemente sulla vita delle persone.
Nei penitenziari della Lombardia, ma anche della Puglia e Basilicata, della Sicilia e della Calabria e in particolare in quello di Bergamo, Foggia e Trani da diversi mesi, quasi 5, il personale attende il pagamento delle ore di straordinario accumulate così come attende tutta Italia ,oltre 196 penitenziari con oltre 34.000 poliziotti il pagamento del Fesi anno 2018 e il rinnovo del Ccnl delle Forze dell'Ordine scaduto da 170 giorni.
Chiediamo al ministro della Giustizia, al capo dipartimento e agli stessi Dirigenti Generali provveditori regionali dove sono i centri di ascolto che si sarebbero dovuti attivare per contrastare il fenomeno dei suicidi, oltre un centinaio nell'ultimo ventennio, dieci nel biennio appena trascorso.
La giornata di ieri è stata caratterizzata dal suicidio del collega in Sardegna facendo salire il numero dei suicidi a quota 137 in 20anni e il 10 in solo tre anni, l'evasione clamorosa del detenuto di cittadinanza albanese dal carcere di Trapani ancora in corso le ricerche, elemento di spicco della criminalità albanese già evaso in precedenza da Civitavecchia, il presunto tentativo di evasione dalla Struttura sanitaria Ospedale di Bari di un detenuto italiano piantonato ex art. 17 O.P.,le minacce di detenuti contro il personale di polizia penitenziaria di Trani per un mancato cambio cella e il tentativo maldestro di soffocamento di altro agente, nelle ore precedenti, nel carcere Panzera di Reggio Calabria, sempre da parte di detenuti violenti.
Un quadro a dir poco sconcertante è quello che denunciamo.
Anche per questo, oltre alle proteste sul Tfr/Tfs degli ex dipendenti della Croce Rossa Militare, scenderemo in piazza il 10 luglio 2019 ore 9.30 a Piazza Montecitorio dove porteremo il grido di disperazione dei lavoratori e delle lavoratrici e dove saranno portate all'attenzione dei politici interessati ai Lavoratori dei diversi Comparto e Funzioni sulla scarsa qualità della vita dentro e fuori i luoghi di lavoro, basta pensare che siamo a quota 2.700 poliziotti aggrediti dai galeotti nelle prigioni Italiane e nulla si fa!
Sono mesi che chiediamo di parlare con il governo, con il premier ed i suoi vice premier, con il ministro della funzione pubblica e della giustizia, con il Capo del Dipartimento dell'amministrazione Penitenziaria e con quella del Dog, ma il silenzio assordante e irrispettoso verso il mondo sindacale le tutele, non dimostra che questo è il governo del cambiamento o per chi si è annunciato «l’avvocato del popolo», per come si sono presentati nei loro primi giorni di governo.
Segretario generale nazionale della federazione sindacale Co.S.P. - Coordinamento Sindacale Penitenziario - Domenico Mastrulli
