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Affidamento in gestione del PalaAssi, Tomasicchio (Articolo 97): «La polizza a garanzia non è valida, ma il Comune di Trani continua a non vigilare»

L'affidamento in gestione del PalaAssi sarebbe viziato da una polizza non valida per legge, rilasciata da una Cofidi che sarebbe stata, addirittura, cancellata dall'albo della Banca d'Italia. Questa, ed altre censure sono state al centro di una conferenza stampa in cui il consigliere comunale Emanuele Tomasicchio, parlando per contro dell'associazione Articolo 97, di cui è responsabile, ha peraltro puntato il dito contro il Comune di Trani, e non già contro la Fortitudo basket, che ha gestito il PalaAssi provvisoriamente fino a ieri, 30 giugno.

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Consigliere Tomasicchio, la notizia della pitturazione della recinzione del palazzetto non le sembrava di così rilevante importanza, sebbene sui social lo dicesse in maniera ironica. Eppure oggi convoca una conferenza stampa proprio su coloro che quella pitturazione hanno realizzato.

Specifichiamo subito: la conferenza stampa non riguarda assolutamente né le società, né i gestori delle società, né le associazioni sportive, alle quali io farei un monumento per l'opera meritoria che svolgono. Ciò che, invece, è oggetto di questa conferenza stampa è, come al solito, la maniera «a tromba» con cui funzionano gli uffici comunali, e le conseguenti procedure che lasciano adito ad una serie di dubbi seri sulla maniera di concepire la funzione pubblica dell'amministrazione comunale, che dovrebbe essere ispirata ai principi di imparzialità, correttezza e buon andamento.

Qual è, dunque, l'oggetto del suo interesse?

È la procedura con cui è stata affidata la gestione del palazzetto, che non riguarda chi gestisce il palazzetto, ma come il Comune affidi questi incarichi. Noi ci troviamo di fronte ad una delibera di agosto 2018, con cui si dice che si sarebbe dovuta fare la gara d'appalto, vecchio vizio perché, ad oggi, la gara ancora non c'è stata. Nel frattempo, però, poiché non si può gestire la struttura se si hanno debiti con il Comune, allora bisogna innanzi tutto azzerare queste situazioni e, nello stesso giorno, si fa la transazione con una di queste società. Al bando partecipa al bando soltanto una società, ad ottobre viene consegnato materialmente l'incarico ma la determina di aggiudicazione definitiva è di due mesi (dicembre) e la convenzione addirittura di gennaio.

Però si parla da giorni di una polizza...

Il Codice dei degli appalti dispone che le polizze possano essere soltanto bancarie o assicurative, ma in questa vicenda pare sia stata rilasciata una polizza da parte di una Cofidi, ma le Cofidi non possono rilasciare polizze di questo tipo, per quella che è la mia modesta esperienza nel settore. Tra l'altro, si trattava di una cooperativa che era stata già oggetto di diffida della Banca d'Italia e che poi risulta essere addirittura, se non ricordo male, cancellata dalla all'albo della stessa Banca d'Italia.

Sembra di comprendere che la società potesse anche ignorare, ma lo avrebbe dovuto sapere il Comune.

Assolutamente sì. Il Comune, per legge, ha l'obbligo di verificare e non è possibile che non se ne accorga perché vengono pagati per vigilare.

Come sanare questa situazione?

Innanzi tutto facendo un'opera di aggiornamento culturale dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni. Vanno fatti degli stage ad hoc per evitare che si approvino provvedimenti sulla pelle dei cittadini. Di certo, al più presto va fatto un bando di gara ad evidenza pubblica, con polizze che abbiano innanzi tutto decorrenza immediata, e poi devono essere rilasciate soltanto da quei soggetti cui la legge riconosce il potere di emettere quelle polizze. Non si può agire alla carlona, come sempre fa il Comune.

Le altre polizze a garanzia degli affidamenti in gestione agli altri impianti sono a posto?

La polizza cui mi riferisco io è quella che riguarda il palazzetto dello sport, e mi pare non corrisponda ai requisiti richiesti dalla legge. Ora poiché la situazione è una situazione che si chiude, d'ora in poi il Comune farà bene a avviare delle procedure stando molto attento a come procede, chiarendo il livello di preparazione dei propri dipendenti.

Guardiamo, però, anche lo scenario. Il palazzetto dello sport, dopo la quiescenza del suo storico custode, ha conosciuto una parabola discendente preoccupante. Il successore non era in grado di fare le stesse cose e le migliorie che sono arrivate adesso, con un gestore provvisorio, sotto gli occhi di tutti, fermo restando che la struttura è obsoleta e necessiterebbe di lavori importanti. Intanto, però, le attività si devono svolgere, i campionati si devono giocare e qualcuno deve pure custodire quel bene.

Se c'è chi si occupa in maniera egregia della gestione del palazzetto, tanto di cappello, e non sarò certo io a gettare la croce addosso a queste persone. Però qualcuno potrebbe anche pensare che le situazioni vengano fatte incancrenire per precostituire le condizioni per l'affidamento di urgenza a qualcuno . Non è il caso nostro, ma la legge impone il rispetto della procedura secondo canoni di trasparenza e legalità, proprio per mettere sullo stesso piano tutti quanti. Per quello che fanno loro tanto di cappello, ma il problema non sono le società, bensì il Comune. E poi bisognerebbe addirittura discutere sul fatto se è possibile che un'associazione sportiva dilettantistica gestisca un bene, perché dovrebbe avere personale assunto, un Durc, l'iscrizione alla Camera di commercio. C'è almeno una persona agganciata all'Inps? E succede qualcosa, chi ne rispond? Ci sono delle questioni che la legge non pone a tromba, ma a tutela delle società, dell'interesse pubblico e pure del dipendente che eventualmente possa incorrere in un infortunio.

Sui morosi farà un accesso agli atti per verificare la situazione? A noi risulta che cinque società siano tuttora non pervenute ed altre abbiano in animo di avviare una transazione con il Comune.

Farò un accesso agli atti, ma chiarisco ancora una volta che non voglio infilarmi nelle beghe tra le società o tra le società ed il Comune: a me interessa il funzionamento degli uffici comunali. Però è ovvio che le società, per quello che mi risulta, siano tutte in difficoltà, nessuna esclusa.

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