Imbarcazioni da diporto sempre più vicine alla riva, fra disagi e pericoli più che potenziali. Ma cosa avrebbe potuto fare un bagnante, oltre che documentare l'accaduto tramite lo smartphone ed informare il cronista dell'episodio?
La risposta è che avrebbe potuto chiamare il 1530, vale a dire il numero di emergenza per il soccorso in mare, o in alternativa l'ufficio marittimo più vicino, per trovare almeno una risposta, e magari anche un intervento, alla sua segnalazione.
La telefonata non c'è stata, ma neanche un controllo preventivo, nonostante in mare, ieri, di imbarcazioni ne girassero davvero tante.
E ieri mattina, al Monastero di Colonna, sono state davvero numerose quelle che si sono avvicinate ed incrociate a poche bracciate dai bagnanti, e purtroppo nella quasi indifferenza generale.
Secondo quanto documenta e racconta un bagnante, il signor Antonio, assiduo frequentatore di quella zona, «si avvicinavano per poi puntare poi verso la spiaggia e ormeggiare lì davanti. Ma così facendo alcuni scafi, di dimensioni non indifferenti, sono passati in velocità provocando un innalzamento di onde pericolose per chi era a riva o seduto vicino agli scogli. Inoltre - prosegue la testimonianza - hanno sporcato l'acqua che, prima del loro passaggio, era veramente limpida, mentre poi si è macchiata di schiuma ed oli, emanando anche un pessimo odore di combustibile».
Il cronista, a sua volta, ha provato ad informare dell'accaduto l'autorità competente, ma probabilmente i servizi di sorveglianza in mare, in quel momento, erano in corso altrove.
I fatti documentati si riferiscono al mattino, altri bagnanti riferiscono di avere assistito a controlli nel pomeriggio.
Se ne auspica un rafforzamento, ove possibile, perché il piacere del mare, da parte di chi possiede un mezzo di locomozione, non può certamente tramutarsi in rischio per chi di quel mezzo non dispone e potrebbe esserne pesantemente danneggiato.



