«Ehi, vedi che io non arrivo più... No, abbiamo fatto l'incidente con il treno. Io sono stata fortunata, sono viva, stai tranquilla. Adesso sta arrivando Pietro e vado in ospedale, voi non vi preoccupate... no, non so niente: qui ci sono i morti, io sono stata fortunata».
Così Valentina Achille, all'epoca studentessa, oggi laureata, ricorda, esattamente a tre anni di distanza da quel giorno, la tragedia ferroviaria della Bari nord fra Andria e Corato, che costò la vita a 23 persone e determinò il ferimento di altre 50.
Fra queste proprio la ragazza tranese, che ha potuto fortunatamente raccontare la sua storia e quei momenti, drammatici per lei ma tragici per altri.
Oggi anche noi, nel nostro piccolo, dedichiamo un ricordo a quella strage ferroviaria nella certezza che, quanto meno, il processo in corso presso il Tribunale di Trani accerti cause e responsabilità, così che la giustizia faccia pienamente il suo corso, pur non potendo certamente riportare in vita chi non c'è più.

