«I concorsi pubblici devono rispondere ai requisiti di efficienza e trasparenza e sopratutto devono essere impostati in modo da garantire la massima partecipazione possibile. Infatti le selezioni hanno lo scopo di individuare coloro che abbiano i requisiti atti a garantire l'esperienza giudicata necessaria per il servizio che sono chiamati a svolgere. A tal fine le amministrazioni pubbliche hanno il potere di valutare i partecipanti alle procedure concorsuali sulla base di criteri più rigorosi e restrittivi di quelli minimi stabiliti dalla legge, purché però tali ulteriori prescrizioni siano rispettose dei principi di proporzionalità e adeguatezza». Così inizia la nota di Tommaso Laurora, vice presidente regionale di "Italia in Comune" sui concorsi banditi da Amiu.
«Volendo applicare tali principi ai concorsi banditi da A.M.I.U. S.p.a di Trani - continua Tommaso Laurora - verifico che per alcune figure apicali è previsto quale requisito di accesso "aver maturato una esperienza di almeno cinque anni in un'azienda operante nel settore ambientale". A mio parere questa restrizione della possibilità di accesso al concorso appare del tutto ed oltremodo eccessiva, in contrasto con il principio di massima partecipazione previsto dalle norme comunitarie e nazionali. Non voglio pensar male e non voglio credere che questa restrizione - conclude Laurora - serva per individuare una candidata ben precisa, ritagliandone le caratteristiche. E proprio perché non voglio pensar male, credo che l'amministratore unico di A.M.I.U. s.p.a. non avrà nessuna difficoltà a fugare i dubbi che molti mi hanno bellicosamente sollevato, eliminando tale vincolante restrizione dell'accesso al concorso.Intelligenti pauca».

