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Boccadoro, le precisazioni di Legambiente: "La contaminazione della foce non equivale a pregiudizio della balneabilità"

Una premessa storica impone preliminarmente di evidenziare come la Legambiente a Trani dal 1990 sia costantemente impegnata nella salvaguardia del tratto costiero di ponente. Nel corso degli anni alle denunce avverso lo stato di degrado e microcriminalità si è sostituita una concreta attività indirizzata a restituire alla pubblica fruibilità il tratto litorale sia intercettando finanziamenti per il recupero della vasca di Boccadoro sia attivando programmi di impegno volontario come gli attuali progetti “riabilitAMO gli ambienti marini” in collaborazione con Coop –Alleanza 3.0 e “Mare di Inverno” che hanno visto i volontari tranesi dell’European Soliarity Corps essere ospitati nel Parlamento Europeo quale riconoscimento per il loro contributo a tutela dell’ambiente. Inoltre la costante attenzione per la spiaggia di Boccadoro, con il progetto Clean Sea LIFE la vede inserita nel circuito euro-mediterraneo di monitoraggio dell’impatto della Marine Beach Litter, ovvero del fenomeno relativo allo spiaggiamento dei rifiuti di plastica. L’impegno della associazione giovanile “Delfino blu” e la sensibilità pur dimostrata dalle amministrazioni comunali che si sono succedute ha consentito un risultato giammai sperato quando poco più di due anni fa Boccadoro altro non era che ricettacolo di rifiuti di ogni sorta e luogo di riferimento per condotte amorali e criminali. Per tale motivo la località Boccadoro nel rappresentare un punto di partenza per la riabilitazione della costa tra Trani e Barletta è oggetto di costante monitoraggio ed attenzione. 

Analisi compiute da Goletta Verde
In tale contesto il dato rilevato dagli analisti di Goletta Verde si pone quale specifico tassello in quella costante attività di individuazione e risoluzione di ogni problematica al fine di addivenire ad una definitiva salvaguardia della  balneabilità ed ad risolutivi interventi di rinaturalizzazione. Il monitoraggio di Goletta Verde infatti, non è finalizzato a rilasciare patenti di balneabilità, sostituendosi alle autorità competenti in materia di controlli e di balneazione ma piuttosto ad operare ‘fotografie’ istantanee, e portare all’attenzione di amministratori e cittadini le criticità che minacciano la qualità e la salute dei nostri mari, affinché se ne individuino e risolvano le cause. In tal senso sebbene le analisi successivamente operate dalla associazione Delfino Blu rivelino come siano venute meno le criticità rilevate dai tecnici di Goletta Verde tuttavia Legambiente Trani in collaborazione con lo stesso Delfino Blu e con l’Amministrazione Comunale intende venire a capo della vicenda attivando immediatamente un proprio ciclo di analisi onde comprendere se il dato inquinante rilevato sia da attribuire ad una casualità estemporanea eventualmente anche riconducibile a fenomeni naturali o piuttosto vi sia un evento antropico cha ha causato la rilevata e seppur temporanea presenza di enterococchi in assenza invece di coliformi. 


Indicazioni tecnico-normative
Se i coliformi, non rilevati dai prelievi di Goletta Verde, denunciano una continuativo fenomeno di inquinamento antropico gli enterococchi sono, invece, in grado di sopravvivere e moltiplicarsi in un´ampia gamma di condizioni ambientali e permanere in ambiente acquatico, in seguito a verificatisi episodi di inquinamento. In genere gli enterococchi non causano direttamente disturbi, ma si rivelano quali buoni indicatori della presenza di patogeni nelle acque e la loro esistenza impone di ricercare le cause anche di estemporanei sversamenti. Si rammenta come proprio
l’anomalia di alcuni rilevamenti anni fa consenti a Legambiente di denunciare il fenomeno dell’inquinamento anche per il litorale di levante ove grazie all’intervento di Capitaneria di Porto e Vigili Urbani si individuarono alcuni immobili con scarichi a mare ripristinandosi quindi i parametri di balneabilità. 

Conclusioni
Va evidenziato come sia generalmente esclusa la balneabilità nella immediata prossimità di foci e di qualsivoglia immissione dall’entroterra in quanto attività umane o fenomeni metereologici possono improvvisamente e temporaneamente apportare in mare agenti inquinati. In tal senso i dati Arpa, come rilevabili dal sito ministeriale, http://www.portaleacque.it/ con rilievi, in mare, a circa 150 metri a nord e sud del canale Boccadoro assicurano la piena balneabilità dell’area circostante il lido di Boccadoro ove invece le analisi di Goletta Verde sono state volutamente effettuate, fronte costa ed a 3 metri dal canale di Boccadoro nell’ambito di quel percorso che vede
Legambiente indirizzata a monitorare il tratto costiero a nord della Città. Infatti con i citati progetti “RiabilitAMO gli ambienti marini” e “Mare di Inverno” ed in prospettiva con più ampie progettazioni si intende recuperare il prezioso tratto costiero che si dipana dal castello di Trani sino al Castello di Barletta anche in collaborazione con Legambiente Barletta con l’ulteriore intento di intervenire immaginando possibili bacini di fitodepurazione idonei ad una definitiva risoluzione della problematica del canale “ciappetta-camaggio” come di ogni canale laterale possibile indiziato di eventuali scarichi antropici.

Pierluigi Colangelo
Presidente Legambiente Trani


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