«Il progetto della Compagnia del cigno era nato come una gran scommessa: parlare di musica classica e farla ascoltare in televisione, soprattutto suonata da ragazzi. A questa scommessa, inizialmente, forse non credeva molta gente. Ma per il successo che abbiamo avuto, ed il premio che ci daranno, sicuramente, almeno a mio parere è una scommessa più che vinta»
Così Chiara Pia Aurora, fra i sette giovani protagonisti de La compagnia del Cigno, la fiction di Rai 1, prodotta da Indigo film, che lo scorso inverno ha fatto incetta di ascolti e consensi meritando così l'assegnazione del premio «Giffoni experience awards».
Il regista e sceneggiatore, Ivan Cotroneo, e i sette ragazzi del cast della serie lo riceveranno domani, lunedì 22 luglio, a Giffoni Valle Piana, durante una delle serate del popolare festival giovanile, giunto alla 49ma edizione e che, quest'anno, avrà come tema «L'aria».
I riconoscimenti spetteranno dunque, oltre che a Cotroneo, a Leonardo Mazzarotto, Fotini Peluso, Emanuele Misuraca, Hildegard De Stefano, Francesco Tozzi, Ario Nikolaus Sgroi e, appunto, Chiara Pia Aurora.
Quest'ultima è la diciannovenne violoncellista tranese che, insieme con gli altri sei ragazzi, ha impressionato per la disinvoltura con cui, pur non essendo alcuno di loro attore o attrice, ma soltanto musicisti, hanno interpretato i personaggi dipinti nella sceneggiatura di Ivan Cotroneo e Monica Rametta, dando loro vita e colore con straordinaria efficacia.
Per l'artista tranese si tratta del primo, importante riconoscimento dopo la serie, mentre Trani iscrive per la seconda volta il suo nome nell'albo d'oro del famoso festival internazionale campano.
Infatti, nel 2016, un riconoscimento l'aveva ritirato la scuola Papa Giovanni XXIII, con la sceneggiatura de «Lo scriverò sul blog», diventato poi film per la regia di Giuseppe del Curatolo.
La compagnia del Cigno ha chiuso le sue sei serate con numeri impressionanti: 33.067.000 spettatori totali; 5.511.116 spettatori medi per puntata; 23,166 per cento di share medio per puntata.
E Giffoni colloca la serie in un piccolo olimpo nel quale era ascesa, prima di essa, solo la pluridecorata Braccialetti rossi.


