Nessun danno erariale certo e fascicolo archiviato, «fatta salva la possibilità di riaprire le indagini qualora dovessero emergere fatti nuovi». È quanto ha disposto il vice procuratore generale della Sezione giurisdizionale per la Puglia della Corte dei Conti, Antonio d'Amato, nel decreto di archiviazione delle posizioni di quattro ex figure apicali del Comune di Trani: si tratta di due segretari generali, Luca Russo e Vincenzo Lullo, dell'ex dirigente della Sesta ripartizione, Antonio Modugno, e dell'ex ingegnere capo, Giuseppe Affatato.
La vicenda è quella relativa ad un'ipotesi di danno erariale alle finanze del Comune di Trani, a seguito dell'omesso versamento nelle casse comunali di somme dovute dalle ditte convenzionate per le edificazioni del contratto di quartiere Sant'Angelo.
Si parla di una somma, stimata in 8 milioni di euro, che, soprattutto a causa dell'inaffidabilità che avrebbero mostrato le fideiussioni rilasciate a garanzia, si teme non rientrino più nella disponibilità del Comune di Trani.
L'ipotesi dannosa, infatti, è ricollegabile sostanzialmente alla illegittima accettazione, da parte dei funzionari comunali coinvolti, di polizze fideiussione fideiussorie non idonee a garantire i crediti vantati dall'ente.
Tuttavia, le deduzioni difensive rassegnate dai funzionari comunali coinvolti hanno fatto sì che la Corte dei Conti deducesse che «il danno erariale non riveste i caratteri della certezza e attualità, atteso che il Comune ha avviato due distinte procedure monitorie nei confronti delle ditte debitrici».
Una si è conclusa con una sentenza del Consiglio di Stato, del 2018, a conferma di una pronuncia del Tar Puglia che aveva rigettato l'opposizione al decreto ingiuntivo nei confronti della ditta Manna.
L'altra, quella nei confronti della ditta Scaringi, registra il deposito della sentenza del Tar Puglia del 2016 di rigetto dell'opposizione al decreto ingiuntivo.
Per la ditta Graziano, poi confluita in Gramc, è intervenuta invece una transazione, con l'impegno anche di unità immobiliari a garanzia del credito che il Comune vanta.
Per la Corte dei Conti, «sulla specifica materia della validità delle fideiussioni rese in favore di soggetti pubblici, da parte di istituti finanziari e assicurativi iscritti all'albo, la normativa non appare del tutto chiara e univoca, in presenza anche di giurisprudenza che ne riconosce la legittimazione».
Vi sono, pertanto, «l'insussistenza di un danno certo e attuale alle finanze comunali», nonché «il difetto di colpa grave nelle condotte degli intimati».
L'archiviazione diventa, a questo punto, una traccia nel parallelo procedimento penale che vede indagati, a Trani, i due ex dirigenti ed i tre costruttori.

