Trasformare un ostacolo in una risorsa e quel muro, contro cui fu schiacciata (riportando undici fratture e subendo trentadue operazioni), nell'occasione di sviluppare il proprio istinto artistico e diventare un simbolo della pittura.
La storia della messicana Frida Kahlo, personaggio emblematico di inizio '900 è diventata l'occasione per la messa in scena del primo spettacolo in concorso al Giullare, il Festival nazionale contro tutte le barriere in corso di svolgimento al centro Jobel fino a domenica prossima, 28 luglio.
Lo ha proposto l'altra sera la compagnia Antigone, di Pavia. «Un fiore nascosto di struggente bellezza. Omaggio a Frida Kahlo», diretto da Lina Fortunato, è stata un'esplosione di storie e colori, tensioni fra gioie e tristezze, sorrisi e lacrime, danze collettive e solitudine. Ma anche, e soprattutto, tanti abbracci.
In scena almeno una trentina di attori, con disagio e normodotati, fra cui una che dipinge dal vivo, durante lo spettacolo. «La performance è un viaggio nei colori, passioni, musica e parole di una donna straordinaria, artista e rivoluzionaria - ha spiegato la regista -, che ha saputo raccontare e coniugare come nessun altro verità e bellezza in un dialogo inscindibile. Il grave incidente che ha segnato e condizionato tutta la sua vita è diventato simbolo del limite (fisico, anzi tutto) non come impedimento alla vita, ma sfida, provocazione, possibilità di trasformare il dolore in arte, poesia, immagine, e farne un canto appassionato alla vita».






